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venerdì 3 gennaio 2014

Umanità, oggi, mi vai stretta.

Vi avverto! Questo post contiene la quinta essenza del cinismo, chi non volesse esserne contagiato si astenga dal leggerlo, per gli altri che volessero rifletterci su, invece, buona lettura.

Tutta la smania delle feste si sta dileguando. 
Il fervore che si nascondeva dietro la corsa ai regali, i piatti prelibati sopra le tavole imbandite, i "cosa mi metto?" stanno a poco a poco lasciando spazio ai postumi di tanto brindare. All'alba di questo 2014 tutti i vostri propositi saranno già andati dimenticati, sostituiti dai sensi di colpa. Da martedì si riprenderanno in mano le nostre vite, si tornerà al lavoro, in palestra, si ripeteranno gli errori che ci si era ripromessi di non fare alla mezzanotte del 31, si ritornerà ad essere se stessi, meno festaioli, affaticati da troppo alcohol, da troppo poco sonno e l'unica cosa che vi resterà saranno i kg da smaltire e delle occhiaie da panda su un viso sfatto.
Oggi sono così, un po' grinch un po' misantropo, e sarà colpa sicuramente di questo raffreddore che non vuole abbandonare il mio corpo da 10 giorni a questa parte. Ma forse è più colpa dell'umanità che oggi mi va stretta.
Il fatto è che passano i capodanni, passano gli anni e ci si ritrova a riempirsi la bocca di tante belle parole, ad ingozzarsi di panettone e buoni propositi, e poi tutto finisce nel water dell'ipocrisia.
Siamo tanto poveri alle volte, e no, il denaro non c'entra, la crisi nemmeno.
Credo che la vera crisi non tocchi tanto i portafogli, ma i nostri cuori, che stanno diventando sempre più aridi di tolleranza e di rispetto.  
Oggi molti di voi staranno pensando ai saldi…niente da dire, ci penserò anche io, ma non oggi. 
Oggi penso a Caterina Simonsen, alla duplice lotta che si è trovata ad affrontare, quella contro le malattie( ben quattro rare malattie) e un'altra, inaspettata, inutile, contro l'ignoranza, contro la cattiveria di chi in nome di un insensato e invasato animalismo le ha augurato le peggio cose. A questo punto credo davvero che non c'entrino gli animali e nemmeno gli uomini. Infatti non chiamerò tali esseri tanto infidi da scagliarsi con tanta povertà d'animo e tanta brutalità dialettica e idealista verso una povera ragazzina. 
Non meritano di esser definiti niente e meno di nulla.
Non vedo superiorità, intelletto, ragione, quella che ci definisce come specie, oltre ad un pollice opponibile, non vedo nulla in queste offese, se non tristezza. 
Credo che si possa o meno essere d'accordo sulla sperimentazione, insistere su metodi alternativi al nostro progresso scientifico che non includano sacrifici di altri viventi, ma se ciò non è ancora possibile, se questa, per ora, pare essere l'unica via a tentar di curare certe malattie, non possiamo ammalarci di cattiveria, di fanatismo, di psicosi collettiva che inneggi solo ad una stupida guerra, e contro chi poi? Solo noi stessi. Che individualisti, egoisti e stupidi, senza morale appariamo se cerchiamo di ucciderci gli uni con gli altri, con l'ideale di una morale senza logica.
Quindi, credo, infine, di non poterla nemmeno chiamare cattiveria, quella che sembra animare questi stolti. 
Anche quella, presupporrebbe un minimo di intelligenza…

Comunque #iostoconcaterina
Passo e chiudo!



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