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sabato 29 giugno 2013

Eau Thermale Avène spray!


In adolescenza facciamo tanti errori, dettati molto spesso dall'incoscienza che caratterizza un'età ancora in bilico tra la giovinezza e l'età adulta.
Ci sentiamo grandi, ma siamo ancora bambini e non abbiamo chiara l'idea di ciò che è giusto o sbagliato; vero è che spesso pur conoscendo i rischi di alcuni comportamenti li mettiamo in atto ugualmente, un po' per quella voglia di ribellione che non è altro che l'affermazione della nostra ancora fragile identità, un pò perchè ci sentiamo invincibili e crediamo che nulla possa farci male.
Ci buttiamo, senza paracadute, in tante situazioni, per poi pentircene solo in un secondo momento, quando, per esempio, compaiono le prime rughe e, insieme a loro, la consapevolezza di noi stessi e, finalmente, la capacità di discernere ciò che per noi è bene o no.
Un preambolo del genere vi farebbe subito pensare a comportamenti dannosi e pericolosi quanto l'andare in motorino senza casco, l'ubriacarsi senza ritegno, abbandonarsi all'amore senza precauzioni.... si, certo, anche.
Ma nella mia adolescenza, e credo anche nella vostra, c'è un altro comportamento che si palesa insidioso e pericoloso: quello assunto sotto il sole. E non parlo certo di mostrar le chiappe chiare o seni cadenti al vicino di ombrellone e nemmeno della dilagante cellulite.
No! Parlo di "tutte queste cose" messe al sole senza protezione!
Si avete capito bene!
Ai tempi della mia adolescenza, la dilagante incoscienza verso i danni procurati dal sole ci portava a stenderci sotto ai suoi raggi, spalmate di tutte le schifezze possibili: chi si ricorda i preparati misteriosi che accompagnavano le donnine in spiaggia, con cui cospargevano amorevolmente la loro pelle inconsapevoli del danno procuratole?
I preparati più gettonati vedevano, insieme ad altri ingredienti misteriosi, la presenza di birra, olio d'oliva e centrifugato di carote.
Poi arrivò prepotente l'olio Johnson, e sulle spiagge uomini e donne luccicavano al sole più del caro vampiro Edward.
Confesso di aver passato anche io la mia fase luccicante e di aver commesso l'errore di farmi baciare dal sole senza alcun filtro protettivo.
Ma come dicevo più su, sono errori che si commettono in gioventù. Poi si cresce e la paura di invecchiare ci obbliga a salvaguardare la nostra cara pelle, che, se ancora non lo sapete è un vero e proprio organo, è l'organo più esteso e serve a proteggere tutti gli altri organi vitali.
Prendersene cura, oltre che per curarne il semplice aspetto estetico ed evitarne un precoce invecchiamento, è fondamentale per prevenire danni peggiori, come eritemi, macchie solari o peggio ancora melanomi, ovvero i tumori della pelle.
Non dobbiamo rinunciare ad una bella giornata al mare, e all'esposizione del sole che fa bene, sia al nostro umore che al nostro colorito, l'importante è farlo con intelligenza, evitando le ore più calde, dalle 12.00 alle 15.00 e utilizzare una buona protezione solare.
Sento troppo spesso amici che si vantano della loro abbronzatura, ottenuta sotto il sole cocente con una protezione minima o addirittura nulla. La loro pelle dimostra più della loro età sui documenti, appare lucida, sgranata e poco elastica. E' difficile convincerli del contrario, ma voglio comunque provarci, e confido nel loro buon senso.
Io comincio sempre la mia esposizione con una protezione medio alta, e alta sul viso, viste le mie piccole cicatrici post acne. A proposito di questo, gira ancora la falsa credenza che il sole aiuti la pelle a curarsi dall'acne. In realtà vi sembra che la pelle migliori, ma peggiora subito dopo l'esposizione e in autunno vi ritroverete con il viso ricoperto di brufoli e punti neri. Parlo per esperienza personale!
Scegliete la vostra protezione in base al vostro fototipo e alla vostra pelle. Se siete chiare sceglietela alta, se siete scure potete sceglierla un pò più bassa ma mai sotto i 20. Se amate gli olii e le protezioni con spf  più basso concedetevelo solo dopo le 17.00 del pomeriggio, e comunque mai sulle zone più delicate come seno o viso.
 Detto questo fate attenzione al prezzo, una crema solare super scontata potrebbe essere dell'anno precedente, conservata male o dall'inci pessimo. Meglio investire qualche soldino in più a favore della vostra pelle e della vostra abbronzatura.
Per quest'anno ho scelto per me questa crema di Avene. E' pratica da usare avendo l'erogatore spray, è molto leggera nella sua consistenza e dal facile assorbimento. Resiste all'acqua, ma va comunque riapplicata dopo il bagno e di tanto in tanto durante l'esposizione. Ha un fattore di protezione 30. L'ho già usata per prolungate esposizioni e mi è piaciuta molto. Non ho avuto problemi di scottature e anche se l'abbronzatura si prende pian piano, al contrario di molti miei amici, non sto spellando come una cipolla!
Adesso ditemi voi, quali errori avete commesso in spiaggia e quale protezione usate solitamente.
Vi auguro una sana e bella abbronzatura!
Kiss



venerdì 28 giugno 2013

Erase Paste - Benefit



Ho comprato questo correttore dopo un weekend a Parigi. 
Dopo aver visto le foto di quel weekend, ma, soprattutto, dopo aver visto le mie occhiaie in bella mostra su quelle foto ricordo. 
Purtroppo il correttore che indossavo in quel periodo si è rivelato poco adatto a me, ma di questo vi parlerò in seguito, perchè sto ancora testandolo. Oggi vi parlo di questa meraviglia!
Avevo sentito parlare di lui, lo avevo visto all'opera, lo avevo guardato da sephora con occhio dubbioso e curioso. 
Avevo aspettato, preferendo a lui sempre altri correttori, i miei amati correttori Mac Cosmetics. 
Fino alla visione di quelle foto!
Lì ho avuto la conferma ai miei sospetti, i miei amati correttori, che fino a quel momento avevano fatto il loro dovere, non funzionavano più. Le mie occhiaie si erano ribellate!
Troppe levatacce e notti ad occhi aperti, ed ecco che sotto gli occhi mi ritrovavo 2 solchi che nemmeno Nosferatu. 
E allora che si fa se il tuo amato prodotto purtroppo non fa più per te? 
Si cambia!
Così ho deciso di acquistare il mio primo prodotto Benefit e ho acquistato lui.
Amato da subito, subito dopo il passaggio in cassa, 10 minuti dopo, il tempo di incassare il colpo. Di essere caro è caro, l'ho pagato 24 euro, con uno sconto del 20%, perciò costa un pò di più, ma li vale davvero tutti!
Ha una consistenza pastosa, e un concentrato di pigmenti altissimo dai toni aranciati, perfetto per coprire il blu-violaceo delle stronzacce occhiaie, inoltre ha una finitura traslucida che illumina naturalmente la zona.
Ne va applicato pochissimo, per questo consiglio di applicarlo con un pennellino, magari da sfumatura che permette, per l'appunto, di sfumare il prodotto e i pigmenti ed essere, così, assorbito bene dalla pelle, inoltre il colore della pelle dei polpastrelli tende a scioglierlo un pò alterandone la resa.
Io l'ho usato anche sulle imperfezioni, brufoletti, cicatrici e devo dire che copre bene anche quelli, anche se per la sua consistenza cremosa non lo trovo adatto ai brufoli.
Unico neo, il caldo!
In questo periodo estivo lo trovo meno adatto perchè tende a sciogliersi e, se non fissato con una buona cipria, a finire nelle pieghette della pelle. Perciò meglio usarlo con temperature più fresche, giusto per avere il giusto risultato.
Caldo a parte lo promuovo a pieni voti, anche per la durata, io lo uso dal mese di febbraio in modo assiduo e ce n'è ancora un quarto!
Kiss



lunedì 24 giugno 2013

La verità sul GAY PRIDE!





Oggi vorrei raccontarvi una favola...

Vorrei che iniziasse così..

"C'era una volta l'amore. Quello puro, sincero, quello raccontato dai bambini, fatto di pensieri e atti liberi, quello per cui vada bene anche lottare, ma con desiderio, determinazione e passione. L'amore tra persone. L'amore senza schiavitù ideologiche e morali. L'amore.Vissuto alla luce del sole o al chiaro di luna, libero di essere vissuto.
Purtroppo arrivò la stupidità umana e l'amore fu messo in gabbia, etichettato, racchiuso all'interno di dogmi severi. Gli fu preclusa la libertà. Fu una lotta dura, ma alla fine vinse l'amore e la sua libera espressione".


Questo è quello che avrei voluto raccontarvi e invece la storia è un'altra.

Pensavo che nel 2013 fosse oramai chiaro che per amarsi non è necessario specificare i soggetti, specificarne l'orientamento sessuale o il genere. Invece tocca farlo, perchè ai più l'amore necessita di etichette e categorie.
C'è l'amore sacro e l'amor profano, cantava De Andrè, c'è l'amore etero ed omosessuale, e c'è chi nega l'amore.
Si è appena concluso il gay pride a Palermo e sotto ad un video su youtube leggo ancora commenti di disprezzo, commenti bigotti e moralisti, commenti cattivi, di gente che, appellandosi alla Chiesa e a Dio, cerca l'inquadramento corretto a discorsi senza senso.

Sconvolge il gay, sconvolge una parata, sconvolgono baci e sconvolgono parole.

Vi voglio raccontare un'altra storia.

La famosa parata, che a molti sembra solo l'ostentazione di una sessualità perversa, perchè non coincidente con quella canonica a cui siamo abituati, è una marcia che tiene in vita la memoria di un avvenimento risalente agli anni 60: I moti di Stonewell.

Era il 1969 e le incursioni della polizia nei locali erano frequenti, mirate alla repressione del comportamento gay, considerato indecente ed innaturale.
I moti di Stonewell videro una di queste retate trasformarsi in violenti scontri fra gli omosessuali e la polizia nel bar gay "Stonewall Inn" nel Greenwich Village. Questa vicenda viene considerata l'origine simbolica del movimento di liberazione gay di tutto il mondo.
Quello che si tiene nelle nostre strade, nelle nostre piazze, quella marcia colorata, non è altro che la rivendicazione di un diritto, il cui raggiungimento è stato reso ostico da noi stessi disprezzanti e razzisti.
Alla luce dei fatti, però, mi chiedo cosa è cambiato?
Continuiamo a fare le veci di quei poliziotti, sostituendoci a giudici con il diritto e il dovere di reprimere.
Cosa?
L'anormalità non è tra due persone dello steso sesso che si amano, è nei nostri occhi, nell'interpretazione che facciamo di quell'amore trasponendolo alla perversione.
Lasciate stare l'innaturalità, la religione, e tutto ciò che non ha niente a che vedere con l'amore, questo è fatto di sentimenti, gli organi sessuali non c'entrano, c'entra casomai la sessualità e quella sta bene con qualsiasi aggettivo, eccetto che con la parola discriminante.
Il gay pride è l'orgoglio di essere gay alla luce di una storia fatta di denigrazioni, discriminazioni e violenze e non vuole far altro che sostenere il diritto ad amarsi, essere fieri di ciò che si è, nell'innata natura in cui si è. 
Essere gay non è una scelta, essere rispettosi si. 



sabato 22 giugno 2013

Claudio Di Mari presenta "La Bianca Stromboli" -Sposa Haute Couture 2014





Lina, Grazia, Isabella, Nunzia, Lucia, solo alcuni dei nomi siciliani con cui Claudio Di Mari ha ribattezzato i capi della sua nuova collazione sposa haute couture per quest'anno.
La scelta di dare ai suoi abiti nomi tipici siciliani è un omaggio alla sua terra, la Sicilia. Qui nasce nel 1987, vivendo tra tessuti, ricami e alta moda. Dalla mamma stilista apprende la passione per stoffe e modelli e si perfeziona a Milano all'istituto Marangoni, torna nella sua bella terra e si mette in gioco. A soli 26 anni dà vita a ben quattro collezioni!
La Bianca Stromboli è l'ultima produzione, musa ispiratrice la sua terra e soprattutto l'energia che un'isola come Stromboli e il vulcano riesce a dare.
Su uno sfondo bianco e blu, richiamo al mare, alla pietra bianca tipica del luogo nascono abiti che mescolano tessuti ricercati, quali il pizzo chantilly e macramé, l’organza di seta e lo chiffon, a tessuti primari come il pizzo San Gallo, la rete di cotone e l’organza garzata. E' una collazione fresca, giovane, soprattutto semplice.
Nello scenario della bella Taormina, presso la terrazza del Metropole Hotel, si è tenuta la presentazione di alcuni abiti della nuova collezione sposa Haute Couture, così come vi avevo anticipato nel post precedente. Con un pò di ritardo e una lunga attesa, che per una volta mi ha fatto ringraziare il mio accompagnatore per il suo cronico ritardo, è iniziato un party in cui abbiamo potuto ammirare gli abiti, conoscere Claudio e lasciarci incantare da atmosfere magiche sotto le stelle di un cielo di inizio estate e il mare ai nostri piedi.
In compagnia delle altre blogger abbiamo avuto modo di confrontare gli abiti, indossati da splendide modelle, i loro tessuti e la varietà dei modelli.
Quello che più mi è piaciuto di questi abiti è la semplicità delle linee, che rispecchiano l'immaginario del mio vestito da sposa ideale. Certo, c'erano pezzi un po' troppo sensuali e moderni per me, ad esempio l'abito in pizzo con pantaloncino, o ancora l'abito blu mare indossato dall'ex velina Costanza Caracciolo, ma, nel complesso, ho ritrovato l'aderenza al concetto di sicilianità, nei tessuti e nei modelli.
E' una collezione giovane come il suo ideatore che, capperi, ha solo 26 anni!
Non mi resta che augurargli una lunga e brillante carriera e chissà che un giorno, se mai decidessi di fare il grande passo, non mi ritrovi ad indossare proprio con un Di Mari.




Claudio Di Mari e Costanza Caracciolo















Photo editor: Johnny Delighter

mercoledì 12 giugno 2013

La Bianca Stromboli: Sposa Haute Couture 2014 di Claudio Di Mari




Contenta come una Pasqua vi annuncio che martedì 18 giugno 2013 a partire dalle 21:30, presso il Metropole Hotel di Taormina, lo stilista catanese Claudio Di Mari, presenterà “La Bianca Stromboli”, la nuova collezione Sposa Haute Couture 2014 e io ci sarò!
Naturalmente inutile dirvi che l'idea di assistere per la prima volta ad una presentazione di abiti da sposa mi fa saltellare qua e là per la casa o, come adesso,sulla sedia da cui vi scrivo. 
Quello che più di tutto mi rende felice è che lo stilista sia siciliano, che lo sfondo alla serata sia Taormina e la sua magia e soprattutto che gli abiti siano da sposa, per l'appunto! Abiti che per antonomasia sorvolano l'immaginario di ogni donna come simboli di un vero sogno, di una favola che raggiunge la sua realizzazione e il suo coronamento tra stoffe pregiate, gonne ampie e strati di tulle o organza.
L’Isola di Stromboli è un altro richiamo alla sicilianità che caratterizza questa collezione, insieme alla scelta dei nomi per gli abiti, tutti tipicamente siciliani, tra cui: Grazia, Rosalia, Agata, Gina, Lucia, Lina, Vita e Adele.
L’attività stilistica di Claudio Di Mari si snoda attorno alla sua amata terra, la Sicilia, musa ispiratrice anche delle collezioni precedenti.
Madrina dell’evento e volto della campagna pubblicitaria sarà la modella Ivana Mrazova.

Se volete seguire l'evento potrete farlo attraverso le mie foto seguendomi su INSTAGRAM, FACEBOOK e TWITTER con gli hashtags #claudiodimari e #labiancastromboli.










martedì 11 giugno 2013

Un capo Vintage nell'armadio!

Non so voi, ma, ad ogni cambio di stagione, la vista del mio armadio mi fa letteralmente entrare nel panico, non solo per il lavoro che mi aspetta: "posa di qua, togli questo, ripiega quest'altro", ma soprattutto, per i momenti catatonici che mi vedono, ferma e immobile, su quei capi che, stagione dopo stagione, viaggiano da un anta all'altra senza mai andare oltre. 
Sono quei vestiti che ti accorgi non mettere mai, anno dopo anno, ma che conservi, quasi con religiosa attenzione, con mistica e, a tratti, misteriosa riservatezza. E poi, magari, li indossi anche, ma solo per controllare il variare della  circonferenza delle tue cosce o del tuo addominale, al buio, in silenzio, nell'intimità della tua stanza, al cospetto di  quell'unico spettatore/testimone che è lo specchio, che sembra guardarti compassionevole per il conflitto che quegli indumenti creano in te: 
-Lo tengo.
-Non lo tengo
-Basta! Adesso lo butto! 
-No, lo reinvento. 
-E se poi mi servisse? 
-E se poi tornasse di moda? 
AH! Ecco il tranello! 
Diciamo la verità, così com'è!
Quando un capo fa estate e inverno nel nostro armadio, facendo compagnia solo alla naftalina.
Se viene riesumato solo al cambio stagione, per essere portato al banco dei vestiti imputati, colpevoli di non essere indossati. L'unico motivo che ci spinge a conservarlo è solo quella remota possibilità del revival!
Troppa è la paura di doverlo ricomprare in un ritorno di quegli usi e costumi, a volte un pò bizzarri, altre volte trash, molto spesso kitsch.
La possibilità di crederlo ancora portabile, la credenza che torni a sfilare su qualche famosa passerella, lo rende indisfattibile, prima che immettibile.
Facendo un breve calcolo, di questi capi affezionati e consacrati al futuro prossimo della ruota modaiola (che prima o poi torna al punto di partenza), ne ho accumulati diversi:
-jeans a zampa larga
-pinocchietto ( che a pensarci bene non reinserirei tra i miei outfit nemmeno se fosse il "santo" Valentino a chiedermelo)
- trench metallizzato firmato Sisley, fatto stringere 2 anni fa, mai messo da 10
- abito  da sera risalente alle prime feste di 18 anni, che potrei rivendere per un prediciottesimo, (peccato sia lungo e non mostri alcunché)
-una serie infinita di maglioncini colorati tutti uguali, firmati Zara e comprati durante un momento compulsivo di shopping, (destinati, probabilmente, alla realizzazione di una coperta
 e infine (sorvolo sui pezzi che al momento non ricordo, ma che dovrebbero rendervi l'idea della gravità della mia situazione armadio)... e infine, LEI.
Una camicia in denim firmata Levi's.
L'ho riesumata in occasione del ritorno prepotente del denim circa un anno fa e ad oggi è risulta essere attualissima.
Ricordo che la comprai alle medie e mi vestiva completamente, data la mia bassezza deprimente.
Quindi, se la matematica non è un'opinione, e a volte nel mio mondo lo è, sono passati circa 20 anni.
Si, questa camicia risale agli anni 90. Ai tempi guardavo Beverly Hills 90210 e mi innamoravo per la prima volta. La indossavo e mi sentivo grande, perchè solo "le grandi" mettevano la camicia in jeans e vestivano Levi's. 
Ricordo che ancora non avevo chiaro il significato della parola fashion, né cosa fosse lo style, effettivamente, che cavolo significa esattamente, stento a capirlo anche adesso, ma questa è un'altra storia. Il fatto è che non avevo idea degli abbinamenti, per questo la indossavo in completo denim look, in accoppiata ad un paio di jeans Levi's 501, che ho perso con il tempo e con i chili di troppo, e le mie Dr. Martens lilla.
Effettivamente, a pensarci bene, in quel periodo desideravo tantissimo possedere una salopette in jeans, guardavo non è la rai e ascoltavo musica rap... 
Ma ero davvero io?  A volte me lo chiedo, più o meno le stesse volte in cui mi ritrovo a ringraziare i miei santi genitori per  avermi vietato quell'insano acquisto. Ma torniamo alla camicia..
L'ho ripescata dall'armadio e le ho dato nuova vita: se la indosso con i leggins - che ricordiamo e ripetiamo tutte insieme: NON SONO PANTALONI!- e una cintura in vita, diventa un abito. Se lasciata aperta, con una canotta sotto, fa molto casual e su un abitino molto corto riequilibra il look. 
Insomma, ho un capo Vintage nell'armadio e non lo sapevo. 
Vuoi vedere che ogni tanto non liberarsi di un capo non è sbagliato? 
Nel mio caso, e in questo caso, non lo è stato. 
Per i pinocchietti e il tranch trash ci sto lavorando.
Devo disfarmi del resto,  prima che sia troppo tardi, prima che mi avvistiate in quella triste e inquietante trasmissione su Real Time, "sepolti in casa", o nel mio caso, sepolta nell'armadio!
Bye

#Dal Taccuino di Rocco: Cannelloni estivi!


Buongiorno a tutti!
Anche se un pò in ritardo rispetto a quando ve l'avevo annunciata, ecco che arriva una nuova ricetta "Dal Taccuino di Rocco"!
Qualche settimana fa il mio caro amico mi ha invitata a cena mettendosi alla prova con una ricetta apparentemente "carica" ma in realtà piuttosto leggera e fresca!
Io ho coadiuvato un pò i lavori, ma l'ideatore e il realizzatore della ricetta è sempre lui: Rocco

Per me e per voi direttamente dal suo taccuino, rullo di tamburi...

I CANNELLONI ESTIVI!

Ingredienti

Cannelloni ( noi abbiamo usato quelli Barilla, circa una scatola e mezza)
Ricotta fresca 500g
2 zucchine
2 uova
salsa di pomodoro
mezzo chilo di pomodorini pachino o datterini
4 cucchiai di parmigiano grattugiato
basilico
olio extravergine d'oliva
sale
pepe
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Soffriggere le zucchine tagliate a dadini.
In una terrina unire la ricotta, il parmigiano, le uova, sale e pepe. Mescolare il tutto. Unire le zucchine al composto ottenuto.
A parte tagliare i pomodorini a spicchi o cubetti.
Riempite i cannelloni con il composto, aiutandovi con un cucchiaino.
In una teglia passate cospargete qualche cucchiaio di salsa di pomodoro, un filo d'olio e disponete i cannelloni in un unico strato.
Cospargeteli di pomodorini, parmigiano e abbondante basilico, salate, un filo d'olio e via in forno, a 180 gradi per circa 15 minuti.
Via sul piatto e..
Buon Appetito!


Composto di ricotta, zucchine, parmigiano, uova, sale, e pepe.












Buon Appetito!



mercoledì 5 giugno 2013

Voglio conoscere il tuo segreto!



Avete presente quelle settimane iniziate con un lunedì orrendo, pieno di malinconici rimandi al weekend appena trascorso?
Sorpassato l'inutile martedì, arriverete al mercoledì pianificando già un fine settimana liberatorio.
Così, il giovedì, deciderete per il mare.
Al venerdì avrete già messo la crema solare in borsa, affrontando i peggiori appuntamenti con sorriso beffardo, pregustandovi l'immagine di voi spalmate al sole, sul riflesso di acque simil laguna blu.
Si, ecco, avete presente quel sorriso beffardo?
Di lì a poco prima di salire in macchina, e guidare a tavoletta verso il mare, si sara' tramutato in un ringhio a bocca serrata, gli occhi sognanti saranno diventati sguardi rabbiosi, non appena avrete scoperto che, chi non era stato invitato, vi fa ciao dalle vostre mutande!
"Eccomi!!"- sembra dire squillante- " Vengo anche io!" - e non fai in tempo a rispondere alla maniera di Jannacci "E tu no!!!" - che uno spasmo di fitte ti ha già tolto il fiato, mentre il tuo weekend ti saluta allontanandosi in una fumata nera.

E come non annoverare quella volta che, partita finalmente per quella settimana in Spagna, dopo solo 2 giorni di movida, chupiti e allegre passeggiate per la città, sei stata sorpresa da quell'ospite inatteso che a tradimento ha preso il tuo stesso aereo, decidendo di farti compagnia per le restanti giornate oramai "macchiate" da quella traditrice scarlatta!

E parliamone, di quella volta in cui una serata romantica si è improvvisamente trasformata in un film splatter!

Dulcis in fundo, i brutti scherzi, giocati alle vostre spalle, dallo stesso burlone, in situazioni pubbliche e al cospetto di sconosciuti, in luoghi in cui non avreste mai immaginato essere catturati da una tremenda e improvvisa voglia di sparire!

E allora cosa vuoi che siano, in fin dei conti, gli sbalzi d'umore, l'innaturale rabbiosità isterica che sembra contraddistinguervi in quei giorni, il sentimento costante di odio verso tutto e tutti, i bubboni sparsi sulla faccia e gli outfits programmati ad hoc, solo per confonderti e nasconderti agli sguardi indiscreti e soprattutto ai tuoi e il fatto che i tuoi programmi in agenda saltino come palline da tennis impazzite?
La bomba è già stata innescata. la miccia è accesa.
Il peggioramento dello stato generale è talmente avanzato che, vorresti solo maledire la tua condizione femminile e, ancor di più, quell'essere, sprovvisto di ovuli e di qualche neurone che, guardandoti dall'alto del suo testosterone e con quell'imbecillità che lo contraddistingue in certi momenti, ti guarda con faccia interrogativa, chiedendosi se il tuo utero è ancora lì o ha fatto una rotazione di 180 gradi, causa di quegli scompensi che trova difficile comprendere, tanto quanto capire che restare in silenzio, per lui, in determinate circostanze è vitale, quanto lo è per un pesce restare in acqua!
E allora oramai è troppo tardi, non fai in tempo a ricordarti che passerà, che hai solo le tue cose, e ...BOOM!
La bomba è esplosa!
Ma del rapporto difficile che lega l'uomo a te in determinati giorni parleremo un'altra volta!
Quello che mi preme dire è solo una cosa.
Ci rifletto mentre i suoi brandelli sono ovunque e nell'aria c'è ancora odore di zolfo e pelle bruciata...
Mi rivolgo a te, ragazza della Lines, che con fare leggiadro  ti lanci in imprese titaniche, facendo parapendio, pesca subacquea, tiro con l'arco... ecco, dico io, ma giusto in quei cazzo di  giorni li?
Dove trovi la forza, lo slancio vitale, ma soprattutto l'ormone?
Mi basterebbe vederti resistere a fine giornata con un sorriso, mi basterebbe vederti mentre tiri fuori dalla borsa una busta viola al posto del portafogli, e con fare indifferente paghi il conto al ristorante, dove, naturalmente, hai appena mangiato.
Mi basterebbe conoscere il tuo segreto, che non è racchiuso in un pacco viola da 14 assorbenti.
Svelami il segreto, ragazza della Lines.
Dimmi come non hai raso al suolo casa tua, il tuo compagno e come hai resistito dal mandare a quel paese mezza città.
Come hai fatto? Come sei sopravvissuta a te stessa?
Come vivi, anche tu, quei cacchio di giorni al mese, sapendo che ti trasformerai in un cane a tre teste ad ogni cambio di vento,  superando esplosioni di ormoni?
Tu che trovi il tempo anche di fare bungee jumping e sfidi con le tue "ali" le leggi gravitazionali!
Fai Battiato di cognome?
Per me ti serve una cura, perché quei giorni lì, te lo garantisco, si sta di merda!


Cordialmente tua,
una donna.

lunedì 3 giugno 2013

Stiletto Academy- Facciamo un giro sul Tacco12 con Veronica Benini aka "Spora"

Dalla progettazione di grattacieli ai tacchi 12.
In principio Veronica Benini, in principio manager in uno studio di ingegneria, in principio "un paio di zeppe orribili", primo approccio con le "altezze", un approccio tardivo il suo, se considerate che parliamo della regina del tacco 12.
Spora nasce in quello che lei stessa definisce "lo sfiatatoio altreghistico", sporablog, ovvero il suo blog , in cui ritrova la femminilità, sopita dalle cure a cui si sottopone dopo essere stata colpita da un cancro al collo dell'utero.
Armata di parrucca ossigenata e labbra rosse sale sui tacchi e dall'alto della sua esperienza, dopo lunghe camminate ticchettanti, decide di risvegliare la femminilità sopita di altre donne, tutte le donne, che stanno ad ascoltarla mentre espone, tra una camminata sensualissima e una finta caduta, le sue regole di portamento, le sue dritte e i suoi ammonimenti per essere delle perfette addict dello stiletto.
La sua è una tecnica, la sua è un'arte, la sua diventa un tour in giro per il mondo, uno stato mentale: capire che star bene sui tacchi è cosa buona e giusta, serve a noi, ai nostri piedi e alla nostra autostima.
Diffonde il mantra del tacco creando lo stilettoacademy con very workshop seguitissimi. Ne viene fuori un libro, Tacco12, un manuale da cui trarre tutti i segreti per far pace con i tacchi.
E' il 2 giugno, è la tappa siciliana, siamo alla Joya academy in via Scuto Costarelli.
Arrivo con una mia amica, in ritardo come al solito, ci uniamo subito ai vari tavoli tematici creati per l'occasione, perchè, quando si uniscono tante donne insieme è facile trovare argomenti di cui parlare e se la bellezza è uno di questi, si ha tanto materiale da sviscerare: si inizia dalle unghie, con gli smalti Essie, poi i capelli, teoria del colore e della piega, con la collaborazione dei prodotti L'Oreal.




Il pomeriggio si prospetta succulento, l'aspettativa altissima, si ha voglia di sapere, si ha voglia di scoprirsi più belle e ci si trova tutte insieme ad aspettare Veronica, che arriva in abito bianco, stretto in vita da una cintura rossa, in stile anni 50, gonna ampia; ai piedi un paio di scarpe altissime, con plateau incorporato e cinturino alla caviglia, rossissime.
Sembra impacciata, timida e un pò severa. Il viso minuto sembra nascondersi dietro una massa di capelli che cadono morbidi sulle spalle.
Siamo a casa di mister Salvo Filetti e una piccola chicca sulla teoria del taglio non può mancare, in un lampo siamo rapite dalle sue parole e dal bigliettino trovato sulle nostre sedie.
Dice una grande verità: la bellezza non è competizione, è individualità. Bisogna trovare il codice che valorizzi quella personale, quella di ogni donna, per svincolarci dalla favola di Biancaneve, dal riflesso di quello specchio, perchè ognuna di noi guardandosi veda se stessa, bella nella sua unicità!
Veronica nel frattempo ha legato i capelli, Filetti la ammonisce e la invita a cambiare il suo look, in un paio di sforbiciate, mette in pratica su di lei il suo estro creativo.
Così d'un tratto Veronica lascia il posto a Spora, che non è impacciata, anzi, è sfrontata, sale sul palco, e, da quello che sembra un gioco accordato, ne esce fuori una bella dimostrazione, le forbici sembrano  fondersi in un tutt'uno con le mani, abilissime.
Le spalle di Veronica si liberano di quel surplus che le oscurava il viso, che adesso appare fresco e sexy.
Viene fuori una bellezza nuova, cadono ciocche di capelli e restano sul palco, insieme alla tipa un po' buffa e impacciata. Salta fuori una donna, gioca sui tacchi come fossero pattini, danza e simula cadute improponibili per ogni donna intenzionata a salvare la pelle.
"Mettere in asse la testa sui tacchi, portare avanti il bacino, ancheggiare, destra e sinistra, portare avanti un piede, mentre l'altro lo accompagna elegantemente"- sono solo alcuni dei segreti che ci svela mentre continua a danzare su quegli stiletti rossi.
Un attimo a piedi nudi, poi di nuovo in cima, la differenza è in quei 12 cm  e nel saperli padroneggiare.
Ci mostra il portamento scorretto, testa in avanti e ginocchia pesanti, perchè non siamo zombie, siamo donne.
Ci spiega quali scarpe evitare perché nemiche del nostro piede, le chiama Killer e in misura uguale troviamo lo stiletto senza plateau e la ballerina.
"Si dice che ad ogni ballerina indossata muoia una fatina", siamo noi ad ucciderla!
Descrive la scarpa, ne racconta l'anima interna, ci spiega come prendercene cura, ne parla come fossero creature speciali, ed è così...
Ho scoperto una grande verità ieri: l'innato amore che una donna prova per i tacchi, quello che agli altri appare solo come sadico orpello, non è altro che amore per se stesse, perchè una camminata ancheggiante e un polpaccio teso fanno una coscia sexy, un culo sodo, ma soprattutto sono la pura essenza dell'essere femmina!





Quindi alla prossima diatriba: tacco/ ballerina, saprò chi far vincere, ricordando di me, rigida sui tacchi, sfilare, recuperando ai voti un misero 11 in portamento; e ricorderò la sensualità di Spora e di come le sue gambe, definite da lei stessa storte e brutte, risultassero, invece, bellissime e sexy; di come lei fosse figa, ma soprattutto, di come eravamo belle noi, donne impacciate sui nostri tacchi, fresche di quella nuova consapevolezza che ci farà finalmente resistere alla fatica "e mettere il nostro culetto là dove deve stare, su un piedistallo".




Grazie Spora!



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