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martedì 31 maggio 2011

#OUTFIT : black and white!

Ciao care,
questo è il periodo migliore per sfoggiare degli OUTFITS davvero freschi e pratici.
Questo è quello di oggi...
 Presenti i miei amati leggins, sui quali trionfa una bella maglia larga stretta in vita da una cinturona.
 Ballerine  e accessori coordinati, ma semplici.
Borsa nera, questa è di Coccinelle.
Per il make up trucco fresco: fondotinta in polvere minerale di Avon, ombretto luminoso color champagne, matita "prunella" di Mac ( la sto strautilizzando in questo periodo per trucchi veloci e leggeri), blush rosa per dare luce ( Dollymix di Mac), e smalto color fragola (Kiko numero 284), gloss  trasparente ( Catrice).


Che ne dite? Questo è uno dei miei outfits preferiti e il vostro qual è?
P.s. ho fatto delle foto veloci con pochissima luce, quindi mi scuso per la qualità, ma se l'idea del post outfit vi piace...migliorerò...ehehehehhe baci

mercoledì 25 maggio 2011

SIAMO IPOCRITI EMOTIVI!

Ecco un altro di quei post di ispirazione fulminante!
Voglio condividere con voi questo pensiero nato durante un pomeriggio di studio: SIAMO TUTTI IPOCRITI EMOTIVI!

Cosa intendiamo con il termine ipocrisia? Solitamente l'incoerenza  tra azioni svolte e valori enunciati tacitamente o esplicitamente.
Per ipocrita si definisce la persona che afferma una determinata idea e poi si comporta in una maniera contraddittoria ad essa.
Etichettiamo come ipocrita una persona falsa, volutamente falsa. Ma è davvero così?
Beh, nella vita di tutti i giorni capita di scontrarsi con azioni che annullano e contraddicono pensieri e opinioni.
A me piace pensare che nella maggior parte dei casi si agisca in tal modo perchè la nostra mente è un flusso continuo di evoluzioni e involuzioni ...anche se spesso siamo semplicemente dei codardi!
Se analizziamo le nostre emozioni e il nostro modo di viverle ci accorgeremo di quanto esse vivano di contraddizioni: non sempre si fa quel che si vuole e non sempre ci si esprime per ciò che si sente.
Siamo, dunque degli ipocriti emotivi!
Nella vita di tutti i giorni ci imbattiamo in continue dissimulazioni e contraffazioni dei nostri comportamenti e sentimenti; tendiamo a giustificarci, correggerci, nasconderci, attribuendo agli altri pensieri e paure che sono semplicemente nostre.
In psicologia, il comportamento ipocrita è strettamente associato all'errore fondamentale di attribuzione, in cui l'individuo è portato a spiegare e giustificare il proprio comportamento come dovuto in gran parte a cause ambientali ed estranee, mentre attribuisce le azioni degli altri a caratteristiche innate.
Colpevolizziamo l'altro, il partner, di mancanze, mentre in realtà siamo noi i primi ad esser bloccati in circoli viziosi di errori e difetti.  L'unica differenza sta nel fatto che essendo noi a compierli non riusciamo ad attribuircene il "merito".
Commettiamo continuamente  errori di valutazione riguardo ai nostri comportamenti caratteriali, che proiettiamo  negli altri, auto-ingannandoci.
Siamo degli ipocriti, e lo siamo in primis con noi stessi.
Ma si tratta di  un inconscio meccanismo di difesa più che di un volontario inganno. Ci difendiamo dalla sofferenza attraverso un'incoerenza comportamentale continua.
Siamo incoerenti perchè indecisi e indecisi perché afflitti da una sola domanda: seguire il cuore o la testa?
Spesso facciamo la scelta sbagliata e siamo costretti  a voltarci indietro  per seguire l'altra strada anche se consapevoli che all'errore commesso non si rimedia.
La parola ipocrisia deriva dal greco Hypòkrisis che significa simulazione, l' Hypokritès era infatti originariamente l'attore e l'ipocrisia indicava la finzione dei protagonisti dello spettacolo.
Noi recitiamo continuamente una parte sul palcoscenico dell'amore.
Ci sentiamo liberi d'amare, di vivere una storia senza renderci conto che siamo incatenati
La prima catena è l'orgoglio, che ci porta al blocco emotivo e alla "superbia amorosa": siamo così convinti di essere superiori e tanto alta è la stima che abbiamo di noi, che per evitare ogni umiliazione o rifiuto indossiamo la maschera della arroganza e, nascondendoci dietro l'estenuante difesa della dignità, evitiamo con ostinazione qualunque coinvolgimento.
La seconda catena è una conseguenza della prima: la strategia.
Mettiamo in atto piani d'azione volti a coordinare ogni passo verso l'altro allo scopo di raggiungere l'obiettivo, ossia la fiducia, il rispetto, il sentimento dell'altro.  Non siamo consapevoli, spesso, che verremo sicuramente ricambiati di tanta pianificazione con altrettante e complicatissime nuove strategie, alle quali risponderemo in un perpetuo scambio che porterà all'esito fatale!
Tutto ciò è dominato dalla paura dell' altro, la paura di non esserne all'altezza , di non sapere gestire l'altro perchè non siamo riusciti a conoscerlo fino in fondo, così continua il gioco della maschera o delle maschere, a seconda del caso.
Continuiamo a travestirci e a respingere più giù, sempre più giù noi stessi. Troppo è il carico d'ansia  che deriverebbe dallo scoprirci.
Maledette favole! Maleddetti principi e principesse! Maledette storie d'amore hollywoodiane!
La realtà è ben altra, magari più bella, ma non la vediamo perchè ci hanno ingannati con storie e amori perfetti, in cui ogni comportamento si va ad incastrare in modo perfetto con quello dell'altro e ogni parola, ogni dialogo ha un senso magico.
E' facile allora essere delusi, arrabbiati, perchè veniamo a scoprire dopo anni di amore in celluloide, che l'amore vero non è così: è duro, complicato, a volte scarno e non imbellettato da colorate e armoniche parole. E' più semplice, molto più semplice...siamo noi che lo complichiamo tendendo verso un'ideale che non c'è, che è solo cinematografico.
Allora possiamo considerarci colpevoli, possiamo recriminarci per dubbi, ripensamenti, errori di valutazione o al contrario slanci emotivi, visioni eccessivamente ottimistiche?
Continueremo a fingere, continueremo ad essere degli ipocriti emotivi fin quando come Vitangelo Moscarda, posti difronte al dilemma : Uno, nessuno e centomila,  non accetteremo il compromesso di rifiutare noi stessi, ma accetteremo semplicemente di togliere la maschera e affrontando l'altro, lo guarderemo negli occhi per dirgli:  QUESTO SONO IO!

lunedì 23 maggio 2011

CHE COSTUME SEI?

Ne è passato di tempo da quando ogni centimetro scoperto necessitava del via libera dell'intero sistema sociale.
Dura la vita delle donne che generazioni fa facevano il bagno, costrette in mise davvero scomode e soffocanti...
Beh, c'è chi direbbe che un tempo tutto ciò reprimeva gli istinti e manteneva una alta soglia del pudore. Io direi che, al contrario, stuzzicava certi appetiti, invogliando fantasie e desiderio.
Ma i tempi cambiano e anche il costume da bagno si adegua alla rivoluzione sessuale, alla voglia di liberarsi da bigotti e severi divieti.
Già presentato nel 1946 per la prima volta a Parigi, il Bikini entra di diritto come icona nella storia della moda negli anni sessanta.

Il bikini nasce in un'epoca in cui grandi icone del cinema, donne di classe ed eleganza lo vestono con innata sensualità, senza renderlo mai volgare.


Come dimenticare queste immagini di Marilyn. 
Evocava sensualità pur senza nulla scoprire, e un costume intero, catigatissimo,  la rendeva, in ogni caso, un mito di femminilità.

                   

                                            

O ancora Audrey, classe innata, indossava il bikini con naturalezza, senza eccessi.

                                                

Ma il  Bikini diventa un must riducendosi di qualche centimetro con il  Dr. No bikini,   il costume da bagno indossato dall'attrice Ursula Andress nel ruolo del personaggio di Honey Ryder nel film "agente 007- licenza di uccidere" del 1962.  È spesso citato come il più famoso bikini di tutti i tempi.


                                               
Ai giorni nostri  il bikini resta un must, riducendo ancor di più i cm di stoffa, soprattutto gli slip, sembrano non lasciare spazio  alla fantasia.
Quest' ultima resta un ricordo, e adesso più nessuno si scompone vedendolo sfilare sulle spiagge.
I tempi cambiano, si!
Cambiano le donne e gli uomini si adattano!



Anche il costume intero perde un pò della sua stoffa, diventando più un abito da indossare per le feste in piscina dopo il tramonto, anche perchè è meglio evitarlo durante le calde ore assolate, se non si vuole ottenere un' abbronzatura a strisce!


I colori si alternano e accontentano un pò tutte: bionde, brune, adolescenti e non.
Dai colori più vivaci, come il giallo, arancio, verde, turchese..



fino al rosso Baywatch - anche se in questo caso ciò che rende favoloso il costume è ciò che sta dentro.


E se anche per il costume vale la regola del nero che snellisce, allora ok all'intramontabile color eleganza!

                                   

A cui si accompagna suo fratello mr. white...anch'esso un colore di classe.
Mi raccomando a colorarvi un pò prima di indossarlo e a sceglierlo sempre foderato, altrimenti rischierete un' esplosione di fischi o un' ola da spiaggia.

Un altro must è il costume a fascia che sta bene a tutte - a meno che voi non abbiate un seno troppo prorompente alla Pamela Anderson!!

E se riuscirete a trovare la colorazione di questa estate: il color salmone, allora sarete in una botte di ferro!!!


La fantasia va molto quest'anno, riecheggia le spiagge brasiliane,  ma a mio parere da troppo nell'occhio, quindi se non avete un "certo fisichino carioca" non la consiglierei!

 I colori pastello, invece sono perfetti e come dicevo sopra, non passano mai di moda!



ATTENZIONE alle paillettes!! 
Non le amo molto durante il giorno sui vestiti, figuriamoci al mare sul costume, anche in questo caso vale la regola: se siete come Giselle Bundchen anche con le toppe sarete fighe, altrimenti ...NO! Solo sfigate!!!


 E adesso vediamo come se la cavano le stars...









 Non lasciatevi ingannare e non disperate anche loro in estate scoprono i difetti...
 e che difetti!




 Persino la nostra cara CARRIE toppa alla grande
 ...ma che costume si è messa???

Care voi cosa indosserete questa estate, avete già comprato il vostro costume?
KISS KISS

sabato 21 maggio 2011

UNA "SERIE" di EMOZIONI...

Se dico 90210 cosa vi viene in mente?
Naturalmente non solo lo Zip code, ovvero il codice di avviamento postale del famoso quartiere di Los Angeles, noto come BEVERLY HILLS. Chi è nato negli anni 80 come me non può non associare a questo numero il famossissimo telefilm che cambiò la storia della serialità televisiva mondiale.

Le storie di un gruppo di adolescenti dell'alta borghesia abitanti in questo quartiere VIP diedero il via a numerosi altri telefilm.
Beverly Hills 90210 segna un' epoca, la nostra!
Chi può dire di non aver pianto, di non aver riso, insomma, di non essersi emozionato per 10 anni ( tante sono le stagioni create da Aaron Spellig e Darren Star) seguendo gli amori, i tradimenti, le vicissitudini di questi ragazzi?
296 puntate in cui vengono raccontati gli adolescenti, poi divenuti adulti, alle prese con temi delicati quali droga, alcol, AIDS, sesso e amicizia.

I Walsh: Brandon e Brenda e i personaggi che vi gravitano attorno hanno fatto trepidare me e altri adolescenti che, come me, negli anni novanta, non ne perdevano un episodio.
Sono tutti studenti del West Beverly, giovani adolescenti che crescono con noi, arrivano al college, affrontano problemi, lutti, abbandoni ma anche tanti  amori.
Amori! Chi non ha perso la testa per il tenebroso DILAN o per BRANDON, il bravo ragazzo.



Il personaggio più divertente, secondo me, compare nella 5 stagione: Valerie Malone, colei che darà una vera svolta alla serie, creando un pò di subbuglio.
Chi ha amato questo telefilm come me non lo dimenticherà mai, non dimenticherà mai il Peach Pit, Nat e la sigla che faceva più o meno così :" Ta- Da  Ta- Da  Ta- Da   Ta-Da  NA NA!  :-D


Alla fine degli anni novanta nasce DAWSON'S CREEK.
Dalla costa californiana ci spostiamo in una piccola città balneare fittizia CAPESIDE, nel Massachussets.
In sei stagioni e ben 128 episodi si raccontano le vicende del giovane adolescente DOWSON LEERY, e dei suoi amici Joy , Pacey e Jen.


La serie è conosciuta per la sua "verbosità" e la complessità dei dialoghi tra i personaggi adolescenti, i quali dimostrano spesso un vocabolario ed una conoscenza culturale che vanno ben oltre la portata di uno studente liceale medio; tutto questo in contrasto comunque con un'immaturità emotiva ed un egoismo tipici dei veri adolescenti.
Chi potrebbe dimenticare queste espressioni frutto di districate argomentazioni su amore, sesso, amicizia e la "voglia di ritrovare se stessi"?

 Anche qui troviamo le classiche storie d'amore sviscerate e tormentate:                                                   platonica quella tra Dowson e Joey
passionale quella tra Pacey e Joey, perno dell'intera serie, questo triangolo amoroso ci ha fatto impazzire!
Anche in questo telefilm trovo che il personaggio più interessante sia quello più insolito e turbolento: Jen.
La ribelle venuta dalla grande mela , che a soli 15 anni aveva già vissuto come una trentenne, decide di responsabilizzarsi e trovare, anche lei, se stessa!

Contemporanea all'uscita di questa serie adolescenziale Darren Star ( stesso produttore di BH 90210) produce SEX AND THE CITY,  qui non ci sono più giovani adolescenti ma quattro donne alle prese con una vita sentimentale e sessuale piuttosto complicata e turbolenta.

La serie racconta la vita amorosa e l'amicizia tra quattro donne single che vivono e lavorano a NEW YORK. Carrie, anche voce narrante, Charlotte, Miranda e Samantha.
Ma io aggiungerei una 5 protagonista, senza di lei questa serie non sarebbe stata LA SERIE, ovvero MAHNATTAN..senza la vita mondana, l'euforia dei suoi locali, il ritmo caotico delle sue strade, non sarebbe stato possibile sortire lo stesso effetto.
Le nostre 4 donne vivono storie complicate, si raccontano attraverso vicende più o meno fortunate tra feste, shopping ( tanto shopping!) e riflessioni sul sesso e la vita di coppia.
Storie più adulte, consapevoli e non sempre a lieto fine...quanta fatica per Carrie nell'impresa di legare a se' il suo Mr BIG!
Ecco le nostre 4 protagoniste :
CARRIE...è Carrie!
Memorabili i suoi outfit, la sua personalità e la sua determinazione.

CHARLOTTE, la romantica Charlotte. Pura, fedele, dedita alla famiglia e amante del suo appartamento sulla Fifthy Avenue.
 MIRANDA, tanta dolcezza dietro una maschera di sano e divertente cinismo.
SAMANTHA. Beh,  lei si presenta da sola...seduttrice, libertina..dice no! al coinvolgimento emotivo per un sano e  frequente coinvolgimento sessuale.

Alla fine come non ricavarne un film, anzi due. Personalmente ho trovato bellissimo il primo , un pò meno il secondo...si chiacchera che ne debba uscire un terzo..chissà!

 Ma veniamo al mio personaggio preferito...LUI, anzi LEI:
 la CABINA ARMADIO
 e tutti i suoi tesori....
 realizzatrice degli outfits meravigliosi che tanto ci fanno sognare ad ogni episodio!
E di recente produzione, anzi, ancora in produzione troviamo un telefilm che mi sta tenendo incollata allo schermo tutt'ora: GOSSIP GIRL.
La serie è narrata attraverso gli occhi dell'invisibile blogger che viene comunemente chiamata Gossip Girl. Nessuno conosce la sua identità ma il suo blog riceve l'attenzione da parte di tutta l'UPPER EAST SIDE, zona delle più lussuose residenze e alberghi di Manhattan.
 Protagonisti i giovani rampolli di prestigiose famiglie dell' Upper Est Side
 e le due regine indiscusse BLAIR WALDORF e SERENA VAN DER WOODSEN.

Anche qui troviamo l'intreccio di storie e amori, il tutto complicato da tradimenti, cattiverie e intrighi degni delle soap opera più rinomate.

Il costumista dello show è Eric Daman, ex-modello di Calvin klein e collaboratore di Patricia Field in Sex and the city. Lo stile con cui veste i protagonisti della serie è divenuto subito famosissimo e ricercatissimo tanto che su internet esistono milioni di siti e blog con indicazioni sui vestiti usati e come avere lo stesso look a prezzi accessibili. Per le prime tre stagioni è stato stimato che il valore dell'immenso guardaroba di ben 460 metri quadrati è arrivato a 12 milioni di dollari.
E' per questo che non potrete staccare gli occhi dalle protagoniste femminili e dai loro outfits, in grado di distogliervi anche dalla trama seppure complicata e avvincente.
Il mio personaggio preferito, non a caso, è Blair : pungente, maliziosa in modo angelico. Cattiva quanto basta, ha un guardaroba da far girar la testa...




Impossibile non restarne affascinati...
io sono ancora indietrissimo con le puntate, staremo a vedere ciò che succederà, per me è ancora un mistero, quello di cui sono certa è che per avere il suo armadio farei carte false! eheeheheh
Care, la mia carrellata sui telefilm si conclude,  potrei parlarvi per ore ed elencarvene altri, ma adesso sono curiosa e voglio sapere quali sono i vostri telefilm del cuore, quelli che vi hanno fatto palpitare, divertire e perchè no,  anche crescere!
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