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venerdì 27 giugno 2014

Beauty review: T'ai Chi Mask


Se c'è una cosa che ho imparato, in fatto di bellezza, prima ancora di saper sfumare bene un ombretto o impugnare correttamente un mascara, è prendermi cura della pulizia della pelle del viso.
Per alcuni sembra scontato, per molti è secondario, in realtà una pelle pulita è alla base di tutto e non se ne può prescindere se si vuole ottenere un bel make-up.
Per questo ogni 3 mesi faccio una pulizia accurata e profonda dalla mia estetista di fiducia.
Naturalmente nel frattempo, tra una pulizia "seria"e l'altra faccio da me. Non uso mai gli stessi prodotti o le stesse modalità.
Alle volte purifico la pelle con del semplice vapore, altre volte faccio uno scrub naturale, altre volte ancora uso delle maschere specifiche.
Oggi vi parlo della mia ultima scoperta.
Parliamo delle maschere T'ai Chi di Herborist. Le ho trovate in vendita, da Sephora, in un kit che comprendeva anche la crema viso e il contorno occhi dello stesso brand.
Herborist è un'azienda che ha adottato la filosofia cinese del concetto di cura della bellezza e grazie ai segreti dell'erboristeria cinese ha creato prodotti di ottima qualità, attenti soprattutto alle esigenze della pelle del viso. Costano un po', ma sono ottimi prodotti. 

Le Maschere T'ai Chi
Si tratta di un trattamento 2 in 1: una maschera nera per purificare e una maschera bianca illuminante.
Come funziona?
Va applicata per prima la maschera nera, va massaggiata sul viso, eccetto il contorno occhi, per circa due minuti, lasciata in posa cinque e poi sciacquata con acqua tiepida e l'aiuto di un batuffolo di cotone.
L'effetto è di un delicato peeling, che riattiverà la circolazione del viso, rimuovendo le cellule morte e pulendo la pelle e i pori in profondità. È composta principalmente da peonia rossa (pianta nota nella tradizione cinese per le sue proprietà purificanti).

La maschera bianca va applicata subito dopo. Si massaggia sul viso per cinque minuti e si lascia in posa dieci. Va sciacquata sempre con acqua tiepida. Lenisce la pelle, lasciandola morbida e aiutandola a ritrovare la sua luminosità. Apporta alla pelle degli agenti nutrienti rendendola radiosa. Forma uno strato protettivo ed è composta principalmente da peonia bianca, che esalta la luminosità dell'incarnato.

Le mie impressioni al riguardo sono ottime. Non è certo semplice trovare una maschera che davvero pulisca la pelle. Invece questi prodotti lo fanno davvero. Il risultato è ottimo. La mia pelle è risultata pulita in profondità e luminosa. L'effetto soprattutto non è stato estemporaneo, ma duraturo.
Il voto finale al prodotto e al risultato per me è 8.
Se volete provarle anche voi, vi consiglio di fare come me e acquistare il kit  a 14,90 euro. 
Le maschere in formato full costano parecchio di più, in questo modo, invece, avrete la possibilità di provare più prodotti ad un prezzo conveniente. 




lunedì 16 giugno 2014

100 Happy Days!






Sono trascorsi 100 giorni dall'inizio del mio progetto #100happydays, ricordate? Ve ne ho parlato qui.


Non è stato facile. Ammetto che ci sono stati giorni storti, giorni no, in cui trovare un attimo di felicità riusciva davvero complicato. 
Ma è stata proprio questa la sfida, l'unico obiettivo degli ultimi 3 mesi: trovare malgrado tutto la felicità. 
Riuscire a vederla, riconoscerla.
L'iniziativa è un vero progetto di ricerca, di attenzione, di cura per se stessi. 
Quante volte ci riesce difficile definire il concetto di felicità, viverlo davvero. Il motivo sta proprio nell'aspettativa che releghiamo ad esso, invece se ci fate caso è molto più semplice di quello che crediamo. Bisogna solo sintonizzarsi su ciò che ci circonda, sugli attimi che viviamo e goderne fino in fondo.
Io l'ho fatto, fino all'ultimo giorno. 
Ho pubblicato le mie foto su instagram aggiungendo gli hashtag #100happydays e #100happydaysmissloretta
Ho scattato la felicità delle cose semplici e quotidiane, alle volte anche estremamente banali e ho capito che essere felici è a portata di mano, solo che giorno dopo giorno ce ne dimentichiamo, facendoci sopraffare dall'irraggiungibile, dall'insoddisfazione, dal rumore dei problemi, dal rimbombo della frenesia della vita, che rendiamo troppo aspra, con inutili richieste e traguardi complicati.
Provate a mettervi in gioco e iniziate anche voi la sfida. 
Provate ad essere felici per 100 giorni di seguito. 
Alla fine capirete che la felicità è a due passi da voi.

Scopri il progetto #100happydays e inizia ad essere felice sul serio.
Buona Fortuna!











sabato 14 giugno 2014

Maleficent


Ci lamentiamo che le favole non esistono. 
Che le storie raccontateci dalle pellicole cinematografiche siano mondi paralleli e inarrivabili, rispetto alla nostra realtà. 
Che i sentimenti e la vita romanzata non ci aiutino a vivere meglio, facendoci, invece, sprofondare in un mare di inutili illusioni e seguenti stati depressivi.
Vogliamo la verità. Nuda e cruda. 
Vogliamo che l'amore e le relazioni non si nascondano più dietro ai mantelli dei principi e lieti fine irreali. Perché nella vita vera facciamo i conti tutti i giorni con amori crudeli, sentimenti cronometrati e nessuna magia.
Ci hanno convinte a riporre la raccolta delle favole più belle in fondo ad un cassetto, ci hanno educate e messe in guardia rispetto alle commedie romantiche. Perché, il più delle volte, se ti trovi a fermarti per strada, sotto la pioggia, con una ruota a terra, la probabilità che venga in tuo soccorso l'uomo della tua vita è uguale a quella di sperare di metterti in forma ad un mese prima dalla prova costume cospargendoti di Somatoline.
Insomma siamo donne deluse, tradite dalla favola del vissero felici e contenti e dalla storia che il bacio del principe venga a svegliarci e salvarci. Non ci crediamo più.
Eppure, in fondo in fondo, ci speriamo ancora. Tanto che, la nuova versione della favola antica e affascinante della bella addormentata, ci ha fatto drizzare i capelli e mosse alla rivolta contro chi ha ne ha stravolto gli assiomi fondamentali. 
Abbiamo inveito contro gli sceneggiatori, in nome di una tradizionalità perduta, della veridicità della storia annullata da forme di amore diverse, da mutamenti personologici, ruoli invertiti, accusando la povera Malefica di aver perso la sua innata e intrisa malvagità.
Ho sentito commenti pervasi da grande delusione, per una cattiva che, in fondo, è solo una donna ferita.
Per un principe che è solo una comparsata, per un bacio che è quello che non ti aspettavi.
Eppure trovo che continuare a raccontarsi delle favole, quando ad oggi non ci sono più i presupposti per crederci, sia banale, a tratti utopistico.
Maleficent è un film semplice e innovativo. Racconta dell'amore, delle ferite del cuore, dei sentimenti inariditi e trasformati, dell'inaspettato che accade e di una malvagità che, spesso, diamo per scontata, ma il più delle volte è solo amore negato e abbandono. 
Zigomi a parte, la Jolie è stata superba, la bella addormentata una "bella che non balla"e le varie figure maschili insipide e a tratti disperate. 
Io vi dirò, malgrado l'innata forza che ci spinge a credere nel dogma delle favole, fatte di due belli che si innamorano e  vivono felici e contenti fino ai titoli di coda, perché il resto non ci è dato saperlo, non mi dispiace credere che esistano varie versioni, dell'amore si intende, e che, per essere amate e amare, non serva necessariamente un uomo, un padre o un principe, che se c'è è meglio, ma se non c'è, pazienza. Ad ogni modo, troverai qualcosa di bello che ti farà battere il cuore. 
Basta dargli e darti una possibilità.




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