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lunedì 23 aprile 2012

Porgi l'altra guancia...








Quando prendi la patente dovrebbero, come prima cosa, insegnarti davvero a guidare, e poi, allegare un corso di training autogeno contro lo stress da strada, per mantenere la calma ed essere preparati, per esempio, a questo:


Tu, nella tua corsia, sorridi alla giornata di sole che fa capolino, Nina Zilli canta alla radio.
Regna quella pace che, magicamente, si riesce a creare solo nell'abitacolo della tua auto.
Sulla sinistra compare una macchina, sembra voglia solo sorpassarti, poi capisci che vuole il tuo posto, perché quel mezzo metro fa la differenza no? Soprattutto se subito avanti c'è una fila di macchine che ti costringono a stazionare su quel metro quadro.


Infastidita, ma tollerante alla stupidità del guidatore, permetti l'inserimento.


Ad un tratto, che fa questo irriconoscente? Ti taglia la strada!


Hai pochi secondi per prepararti un insulto ad effetto, cominci inviando impulsi alle dita, prepari una parola che riassuma tutto il tuo ribollire di rabbia e poi...zac! Ecco che l'impavido automobilista ti sorprende nuovamente, e, mentre sfreccia oramai lontano, abbassa il finestrino e ti invia un bacio al volo!


Roba da film.


Uno di quei film dove i protagonisti dapprima si odiano, poi lui conquista lei e dopo una serie di vicende fatte di scontri e litigi, arrivano al lieto fine.


EH? REWIND!


Non vi ho detto che nel film di cui sopra il giovane arrogante alla guida sarà stato Jude Law,Will Smith o meglio ancora Matthew McConaughey. Nel mio caso solo uno scorfano con anello d'oro in bella vista, stile truzzo da strada. Potete quindi capire e perdonare la mia "finezza" se ho ringraziato con un gestaccio irripetibile ed inimitabile, ma mooolto d'effetto! Per la serie porgi l'altra guancia...o il dito medio.


venerdì 20 aprile 2012

Io vivo sempre insieme ai miei capelli!
















Io e i miei capelli.
Una guerra che dura, tra attacchi e ritirate, da ben 29 anni!


Appena nata ero una bambina dotata già di chioma folta e nerissima, del tipo che, ancora avvolta dal liquido amniotico, dimostravo già una certa età! Non ero mica come quei neonati un pò stempiati, e con la pelata, e con crosta lattea in bella vista. No. Io avevo già una chioma da guiness, quella che, se mia madre avesse inviato una mia foto alla Panten, mi avrebbero preso al posto della Canalis.
Poi succede che, crescendo, i capelli restano, per fortuna, restano. Ma prendono pieghe, forme e dimensioni anarchiche. Si ribellano alla mia volontà di dar loro una piega perfetta e subiscono evoluzioni continue.
E' per questo motivo che non ho mai saputo come tenerli a posto, come dar loro un'identità.
Alle scuole elementari stavano belli dritti sulla schiena, fronte coperta da una frangetta a tendina, tipica di molte bambine della stessa età. Solo che, io non ero come le bambine della mia stessa età: a me non piaceva il caschetto ordinario. Io volevo i capelli lunghi!

Come spiegarlo a mia madre?

Mi sembra ieri quando, davanti allo specchio, il parrucchiere brandiva le sue forbici e io subivo in silenzio quel taglio netto sulle punte...si, magari! "Due dita! Che sarà mai! "Il problema era che non erano mica le mie di riferimento, ma i ditoni enormi del mio parrucchiere!

Così un giorno ho deciso di ribellarmi!
Mi ribellai a mia madre: " Voglio i capelli a spazzola" decretai, e mi ribellai al suo complice: "Voglio tagliarli dal barbiere di papà" dissi, presa da un raptus delirante!
Roba che avrebbero dovuto farmi vedere quale sarebbe stato il risultato in uno di quei programmi computerizzati, super moderni, di cui tutti parlano, ma che nessuno ha mai visto, prima di permettermi di varcare la soglia di quella piccola sala "only men" e, infatti, il risultato fu proprio un perfetto taglio da bambino. In tutto questo, il giorno dopo, lo ricordo ancora, non fu semplice convincere i miei compagni di scuola che quel bimbo in gonnella ero proprio io.
Questa fu comunque l'unica volta che IO decisi il mio pessimo hair style!
Negli anni a seguire gli eventi mi presero in contropiede.
Dovete sapere, infatti che una volta poggiate le vostre chiappe sulla sedia del vostro parrucchiere sarete preda( e non è un caso che abbia usato questa parola) nelle sue perfide mani!
Ricordo quella volta che ero decisa a dare un pò di movimento ai miei capelli, non troppo pensavo, qualcosa di carino. Portai con me un ritaglio di giornale, una foto di Lorena Forteza con un taglio corto scalato sulle spalle.
Volete sapere come andai a scuola il giorno dopo? Con i capelli corti stile Arisa! ( che ai tempi non stava mica sui giornali!)
A rendere il tutto più drammatico il fatto che non ero più alle elementari, ma al quarto ginnasio e, se c'è quel ragazzo che ti piace, finisce che passerai le tue prossime ricreazioni chiusa in bagno!
Gli anni precedenti a questo episodio ve li risparmio: mi basta dirvi che siamo nel periodo rosso dell'adolescenza, del "non è la rai stiling", e che passai la fase delle ciocche colorate con un discreto successo!( almeno quelle!)
Negli anni successivi, invece, ho optato per un lungo, tagliato giusto sulle punte per mantenere un minimo senso vitale al capello. Pensavo, oramai, di avere acquisito un certo stato di pace. Ma, arriva l'università, una pausa tra una lezione e l'altra e una collega con gli occhi a microscopio ad indicarti Lui: il tuo primo capello bianco! E' la fine pensai! Se c'è una cosa che mi ero sempre ripromessa di non fare, o quanto meno tardare il più possibile, era la colorazione. Non che avessi qualcosa contro ammoniaca, ossigeni ed elementi chimici a profusione...beh, veramente si! Comunque, il fatto è che mi piaceva proprio il mio colore, perchè cambiarlo?
Perchè diventerà sale e pepe cara! (voce fuori campo)
Così comincia una nuova fase, con cambio di parucchiere annesso. Abbandono il vecchio per il nuovo, e si sa che, se te lo dicono pure i proverbi, devi crederci: se abbandoni il vecchio per il nuovo sai quello che lasci ma non sa quello che trovi!
Quindi all'inizio tutto a posto, si comincia con un riflessante tono su tono, giusto per dare luce e coprire quello che fino a quel momento era un povero e solitario capello albino. Povero lui! Ma deve subito aver trovato compagnia, perchè, nel giro di poco, ha messo su casa, si è riprodotto e adesso la "famiglia bianchi" vive e prolifera indisturbata sulla mia testa!
Dal riflessante tono su tono si passa a qualcosa di più scuro, caldo. Ma poi, non so come, succede qualcosa: "Mi si è rincoglionito il parrucchiere!" ( potrebbe essere il sequel dei vari "mamma ho perso l'aereo!")
Succede, ed è tipico dei parrucchieri, lo avrete capito. Fatto sta che, un bel giorno, esco dal negozio rossa fiammante, e lì per lì stento a crederci, mi illudo, dico saranno le luci, sono stanca, mi hanno drogata..che so. Ma poi arriva lo specchio della verità. E' lo specchio di un negozio, e me lo conferma anche la commessa esclamando "wow! che bel rosso!". Incredulità, stupor, svenimento, incazzatura massiccia seguente. Ma alla fine mi abituo. Cambio parrucchiere, su due piedi, della serie che l'ho incontrato un anno fa e mi sono voltata dall'altro lato.
Si, mi abituo. Fino a quando il rosso fiammante non comincia a sbiadirsi, scaricarsi, trasformarsi...Non trovo le parole per descrivere la scala cromatica che si susseguì per mesi. Fino a quando non tornai disperata dal vecchio traditore, che mi assestò la chioma, salvandomi, almeno questa volta.

Il mio è, però, un capello particolare, come dire..camaleontico!
A volte liscio, a volte mosso, a volte vivace, andante ..ma non troppo. Una vera sinfonia!
In inverno per esempio entra in letargo, si adagia su una crespitudine fissa e persistente e non c'è modo di smuoverlo dalla sua posizione! Capello testardo!
Non tengono shampoo liscianti, anticrespo, antigravitazionali o alla criptonite. Nulla! Sono arrivata a pensare che i miei capelli seguano la metereopatia della loro proprietaria!
Infatti, in primavera comincia il risveglio, con tratti di liscio mosso indefinito.
E poi, arriva lei: l'estate. Appeso il phon al chiodo i miei prolungamenti peliferi ritrovano slancio e posizione. Ma il ciclo si ripete e, arrivato l'autunno, l'accumulo dello stress post bagordi estivi si riflette sulla mia chioma in modo fotografico. Hei! Posso dire di avere una chioma quattro stagioni!
Ma arriviamo ad oggi!
Stufa del mio capello semprelungo, qualche mese fa ho deciso di sputarlo un pò e...udite udite avevo giusto trovato il mio equilibrio: una chioma sempreordinataconilminimosforzo. Era un taglio scalato sulle punte, altezza spalle.Il mio parucchiere ne uscita vincente e io pure! Finalmente lo avevo perdonato di tutte le cazzate passate.
Ma i capelli crescono! Ma va..? Così, tornata per la spuntatina di richiamo, mi siedo su quella sedia! TA-DA-N o sarebbe meglio il sottofondo musicale di Profondo Rosso! Eccolo là ..un taglio nuovo di zecca, altezza orecchie: NOOOO! Di nuovo il caschetto NOOOOOO!
Il mio parrucchiere, in uno slancio dei suoi ( mi sembrava strano fosse cambiato!), aveva decretato che quello era e sarebbe stato il mio nuovo look! "Ma de chè!"
Sto qui adesso che segno sul calendario i mesi e i centimentri che mi separano dai miei capellialtezzasplalle e piango le oramai andate trecce e chignon.
Perchè, se pensate che un taglio lungo richieda cura e sacrificio, beh, vi sbagliate di grosso! Niente è più complicato che gestire un taglio corto, ma, soprattutto, un taglio a metà...a metà tra il corto subitoprontoeveloce e il lungo facciounacodaestosubitoaposto.
Vero è che questo taglio ha davvero fatto furore. Qualcuno dice pure mi ringiovanisca! Eh, si! Una bimbetta proprio! Guardate che quella è la bass..ehm ehm..altezza, mica il capello!
Quindi adesso sono qui, appena uscita dall'ultimo match in bagno, con una piastra accesa che aspetta di riscaldarsi nella vana speranza di dare un senso ai miei capelli "che tanto un senso non ce l'hanno".

giovedì 19 aprile 2012

L'incontro con Marcel oltre la siepe!






Oggi camminavo lungo il marciapiede di una strada qualunque verso la macchina e ho pensato a Marcel. E non è un ex spagnolo, un attore, un cantante...è il Proust che tutte e tutti abbiamo conosciuto tra i banchi di scuola. Quello sempre alla ricerca del tempo perduto, quello che si abbuffava di dolcetti burrosi con un grazioso nomignolo francese: le madeleines. Quello che ha scritto il romanzo entrato nel guinness dei primati per i suoi 9.609.000 caratteri, scritti in 3724 pagine, motivo per cui, non l'ho ancora mai letto! Ma insomma, questi son dettagli! 
Dicevo. Ero lì felice come una Pasqua, gongolandomi per il sole alto nel cielo e l'orario di pranzo imminente, impaziente di tornare a casa e lì, eccolo arrivarmi direttamente al naso, un odore improvviso, dolce e stranamente familiare. Così familiare, così vicino, da portarmi indietro nel tempo. Cinque scalini bianchi, un grande albero con i suoi fiori bianchi, le finestre verdi e un vialetto che mi sembrava così lungo da percorrere tanto quanto la distanza che mi separa da quel tempo.
A volte mi chiedo se viviamo solo in questo tempo, a me sembra di vivere contemporaneamente più tempi, uniti insieme dai ricordi, gli stessi evocati da piccole minuzie quotidiane. Una canzone, un'immagine o un odore, per l'appunto!
Dura un attimo quella sensazione che ti scolla dall'immediato presente. E' sensoriale inizialmente, poi pian piano si infonde dappertutto e diventa chimica. E' un impulso che arriva alla memoria, le da uno scossone e come un juke boxe seleziona il ricordo che ti serve per il tuo viaggio nel tempo. Se fossi Harry Potter e avessi provato a smaterializzarmi potrei dire che funziona più o meno allo stesso modo. Ti senti tirare all'altezza ombelico, e non sono coliche, è l'amo del tempo che ti solleva e tu come un pesce prendi una boccata d'aria, l'unico accorgimento è non stare troppo fuori dall'acqua o rischi l'apnea da ricordo!
Posso dire di aver viaggiato anche io nel tempo di tanto in tanto nella vita, proprio come stamane. O come giorni fa passando per le stradine di quel vecchio quartiere. Non l'ho fatto con una Delorean, come Michael J. Fox. A me è servito semplicemente un profumo, quello dei fiori appartenenti a quella siepe: ed ero bambina, su quel marmo bianco, barbie alla mano, la sua piscina piena d'acqua, petali di rose sulle gambe, qualche foglia d'edera e i miei sogni. Porca vacca quanti ne facevo! Sognavo di essere, fare. Inventavo una me stessa ogni giorno. Non che non lo faccia più, ma adesso tra un sogno e l'altro ci sono le tasse universitarie, la sveglia mattutina, la scadenza tesi, il fidanzato, le fragole in balcone che maturano a tempo di mazurka e diversi anni in più. Bello il tempo in cui giocavi, giocavi, mangiavi, dormivi e ...ah! giocavi!
Poi ci sono i salti nel tempo che fai incontrando vecchi personaggi o comparse della tua vita. Ho scoperto che frequentano la mia palestra due vecchie compagne di scuola media. Da entrambe le parti vige la regola silente del "faifintadinientecheèmeglio" o almeno credo sia così, fatto sta che stesso spogliatoio, stessi culi nudi, uno di fronte all'altro e non ci si riconosce! Forse anche il culo invecchia? O forse è la faccia che ti diventa come il culo. Quante volte ho scritto la parola culo? Comunque, non ci si caga proprio e non mi sorprende, d'altronde, cambia lo scenario, cambia l'atto, ma i personaggi son sempre quelli: timida e impacciata io, stronze loro!
Tornando a Proust. Che viaggi si faceva con tè e madelaines eh? Più o meno gli stessi che faccio io tutte le volte che addento una cassatella della mia nonna!
La ricerca del tempo perduto...Dove? Quando? Perchè non me ne sono accorta? Sono ancora in tempo? Tempo! Tempo! C'è sempre tempo dico io! La mia memoria...a volte mi sembra contenga così tanti cassetti e cassettoni e cassettini, tanti quanti ce ne sono nel comò 24 stagioni, sempre della mia nonna. Altre volte ho l'impressione che il tutto si concentri in file di cassettini salvaspazio stile Ikea. Quale sia la percezione dei miei ricordi, tornano ad avvicendarsi a cadenze alternate, sensazione dopo sensazione, in maniera del tutto involontaria.
Mi sorprende ogni volta il loro arrivo: ospiti inattesi! Non fai in tempo a fare ordine che arrivano loro e mettono tutto a soqquadro e guai a dire qualcosa, non sarebbe educato, dopo così tanto tempo, vengono a farti visita e tu che fai. li cacci?? Beh, no, almeno fino al 3 giorno, poi, come il pesce, puzzano! Perchè stagnare sui ricordi non è mai cosa buona e giusta, anzi, molto spesso ti atrofizza. In linea con il nostro caro Marcel è sempre meglio, certi ricordi, ricreali e rinvientarli, dargli forma nuova, solo così quel momento rispolverato può prendere nuova vita. Tornare nella tua vita.
Perciò ho deciso che riprendo quel ricordo e tolta la barbie, i gradini bianchi e l'albero profumato che non ci sono più,vediamo... ricreiamo il momento: una bacinella d'acqua, sali profumati, petali di rose, crema, smalti colorati, ok! Ci sono! Posso giocare ancora...con i piedi!
embhè? Non sarà uguale la magia, ma insomma, se crescendo i gusti cambiano, il divertimento resta! Kiss

sabato 14 aprile 2012

Corner Shopping: Prendi nota dei tuoi desideri!



All'arrivo di una nuova stagione si ha sempre una lista, anzi LA LISTA! Quella dei desideri shoppingosi!
E se la moda ci stuzzica l'immaginazione e il portafogli, come quest'anno, ove il colore impazza, noi non possiamo solo stare a guardare, ma penna alla mano e notes scribacchiamo il "questo e quello, il vorrei ma non posso e l'avrò e sarà mio per sempre fino a nuovo trendy!"
Se poi abbiamo la possibilità di  cercarli nel motore di ricerca più aggiornato del secolo, click dopo clik otterremo una sfilza di immagini più o meno come questa:

Desiderio numero 1
Orecchini color Tangerine Tango.
 E' il colore eletto da Pantone come must have per questa primavera estate.





Desiderio numero 2
Occhialoni da gatta.
 In nome del revival anni 50 che sta spopolando sulle passerelle.



  Desiderio numero 3
    Qualcosa color menta.
Non ho ancora deciso cosa, ma è un altro color must e mi lascerò trasportare dall'istinto del momento.


 Desiderio numero 4
Gonna lunga plissettata.
Non amo le gonne lunghe, colpa dei miei 150 cm di simpatia, ma credo di trovare la giusta via di mezzo che mi faccia provare l'ebbrezza della trasgressione!



 Desiderio numero 5
Sandali colorati.
Se pastello ancora meglio, sempre per non tradire il trend del momento. Tacco con plateau o no, non so ancora dirvi, sceglierò secondo comodità e rapporto qualità prezzo.

 Desiderio numero 6
Borsa gialla.
Tonalità fredda: limone. Secondo me rende spiritoso anche il look più banale.



 Desiderio numero 7
Abitino in pizzo sangallo
Bianco, colorato, o entrambi...un vestito in più in estate non è mai troppo.




Beh, direi che ho un pò di tempo per soddisfarli tutti!
E i vostri?
Svelatemi la vostra lista dei desideri!

venerdì 13 aprile 2012

TITANIC ...3D a parte!




Stesso cinema, stesso film...14 anni di differenza e qualche miglioria tecnologica..il 3D!
Alla notizia della rivisitazione in 3D del kolossal Titanic non potevo non farmi prendere dalla voglia di un revival. Così dopo aver sondato il terreno e chiesto ad amici, parenti, fidanzato di ritornare a viaggiare sulla nave più famosa di tutti tempi e aver ricevuto il più fragoroso NO di tutti i tempi, quando avevo oramai perso le speranze, trovo, finalmente, chi si offre di rivivere con me ben 194 minuti di magnificenza, effetti speciali, sospiri e lacrime..si..tante lacrime!
Proprio come un pomeriggio di ben 14 anni fa, ritrovo lo stesso cinema che, come tutte le cose, con lo scorrere del tempo, ha subito le sue evoluzioni: la sala non è più la stessa (adesso il cinema è un multisala) e non c'è lo stesso fiume di gente a spintonare per il posto migliore. Adesso arrivo per prima, con il mio amico siamo addirittura in anticipo. E' lo spettacolo delle 21.30, unico spettacolo serale, vista la durata del colosso. Abbiamo il tempo di fare un pit stop, il tempo di recuperare tutto ciò che ci serve per intrattenerci tra un sospiro e un altro: cipster e coca cola, (zero per me!) 
Non trovo la stessa folla di quel lontano pomeriggio del 1998, e, fortunatamente, non c'è nemmeno la stessa idiota che, al termine della sua visione, sorprese me, che aspettavo, anticipandomi la morte del mio beniamino: "Tanto lui muore"; queste sono le parole che mi congelarono all'istante, l'unica parola che non ebbi il coraggio di dire..non la dirò nemmeno adesso. Al suo posto diverse ragazzine, forse alla loro prima visione, vista la giovanissima età, che uscendo dal cinema mascheravano appena l'emozione  vissuta. L'ho riconosciuta, nei loro occhi lucidi da un pianto subito ricomposto prima dell'accensione delle luci e la comparsa dei titoli di coda. Così sono entrata in una sala un pò più piccola e molto più desolata, ma con la stessa emozione nel cuore.
Oggi so che Jack non ce la farà. So anche che la notte tra il 14 e il 15 aprile 1912 morirono più di 1500 persone, che il Titanic, l'inaffondabile, si è adagiato sul fondo dell'oceano solo dopo 2 ore dall'impatto con un iceberg la cui presenza venne segnalata e risegnalata, che il comandante sacrificò l'ultima traversata della sua vita e la vita di tante povere anime innocenti per un pò di gloria e molta debolezza. Conosco la distanza che per tutto il film separa la  prima classe dalla terza, e conosco la potenza dell'amore che legò Jack e Rose fino alla fine.
Il 3D? Solo un paio di occhiali e due dolorosi segni visibili sul naso. La fotografia del film mi permetterà di contare i punti neri sul naso di Leonardo DiCaprio, apprezzare il trucco di Kate Winslet e riconoscere 2 o 3 gamberetti sul fondo dell' Atlantico. Ci saranno momenti in cui mi sembrerà di essere su quella nave, ma proprio come 14 anni fa, più per il coinvolgimento legato alla storia che per l'aggiunta tridimensionale.
Nulla è cambiato, ho riso più o meno alle stesse battute, e ho pianto più o meno con le stesse scene. Un pianto nascosto dalle lenti 3D, ma inondato dalle stesse copiose lacrime.Ho risparmiato i singhiozzi, quelli li ho lasciati ad uno sconosciuto qualche fila indietro. Ho insultato più volte Rose e la sua mole per non aver lasciato un pò di spazio, su quella porta galleggiante, al povero Jack lasciandolo congelare. Ho odiato le stesse persone ineducate che con le loro risate e battute soffocate hanno rotto la magia di alcune scene, ma quello è impossibile evitarlo, a meno che non abbiate una sala cinematografica in casa o una condanna all'ergastolo dopo.
Se vi state chiedendo, allora, il perchè di questo revival, posso solo dirvi che è proprio per la voglia di rivivere uno dei film più visti ( con un incasso di 1,8 miliardi di dollari) e premiati ( ben 11 oscar!) di tutti i tempi. Il 3D è stata solo la scusa che mi ha permesso di farlo, quindi, se avete intenzione di andare per farvi sorprendere da effetti speciali aggiuntivi o perchè vi aspettate di vedere scene inedite, potete anche risparmiarvi i soldi e il tempo, ma, se come me, avete voglia di risalire su quella nave e riviverne la magia e la tragedia insieme, accomodatevi pure, non vi deluderà. Alla fine, magari, penserete di non volerlo rivedere mai più, ma, vi assicuro, è un pensiero che faccio tutte le volte.

E se qualcuno vi prende in giro etichettandovi come "bimbeminchia" ( scusate il francesismo) per le vostre lacrime, ricordate a quel qualcuno che, probabilmente, nel lontano 14 aprile 1912 sono esistiti relamente 2 ragazzi, magari non si chiamavano Jack e Rose, forse erano un tal Pippo e Santina, che hanno vissuto realmente quella tragedia e che le altre 1500 non erano comparse!
Detto ciò saluto il Titanic: ci rivediamo alla prossima innovazione, chissà, magari un 4, 5, 6D?
Con  voi, cari followers, ci vediamo  al prox post. Kiss

martedì 3 aprile 2012

CANDY MANIA & BUBBLEGUM LIPS!




Se ancora vi state chiedendo quale colore andrà di moda questa primavera estate, sappiate che parlare al singolare è peccato!
I colori sono tornati!
Anticipati dal color block della stagione passata tornano nuovamente a fondersi, mescolarsi. Cambiano solo le tonalità. E' tempo di tornare a giocare con i pastelli come da bambini, sbizzarrirsi nell'accostamento cromatico e dare sfogo alla creatività sapendo che la parola d'ordine è romanticismo e dolcezza.
Si, la dolcezza dei pasticcini, delle caramelle.
E' tempo di colorare il nostro guardaroba di colori dai toni zuccherini come i famosi macarons.
Potremmo cominciando dalle labbra e dal make up.
Pink lips signore, anzi bubblegam lips!
Vi stupirà notare come il rosa nelle sue varie tonalità stia bene proprio a tutte: bionde, brune, rosse e.. blu!
















Per il resto del viso le case cosmetiche propongono colori pastello a volontà e questi sono solo alcuni esempi.

 













Anche le fragranze  profumano di caramelle, come quella di Prada o quella di DKNY ispirata ai macarones.




e ancora colori pastello sulle unghie



Naturalmente gli accessori non mancano, Furla in tema con la Candy mania, propone la borsa "Candy", questa è la versione trasparente. E poi ancora Miu Miu e Jimmy Choo.
Ai piedi ancora colore, queste sono entrambe Stradivarius.



Insomma basta farsi un giro per essere attratti  dalle vetrine nemmeno si trattasse di caramelle. Ma attenzione,  se il rischio glicemico è scampato, non è al sicuro il nostro portafogli, perciò, si al colore, ma non stravolgiamo completamente il guardaroba, perchè, si sa, la stagione, come la moda,cambia e chissà che con l'autunno non torni a riproporsi in passerella solo un sobrio, seppur elegantissimo, nero...
Beh, intanto godiamoci questa golosa tendenza! Io ho cominciato la mia caccia al colore cominciando proprio da un trucco che più zuccheroso di così...









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