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Vorrei ma non posso!

No! E' la prima parola che apprendiamo, dopo mamma e papà. Serve ad affermare noi stessi, perché, attraverso il No,  definiamo esattamente ciò che vogliamo, chiarendo agli altri i nostri desideri e bisogni. Per un bambino imparare a dire no e a tollerare il no di un genitore diventa importantissimo per la propria identità. All'inizio è un no categorico rivolto a tutto e a tutti, poi pian piano crescendo si comincia a selezionare i momenti i luoghi e le persone cui dire no. E quel no comincia a riflettere maggiormente chi stiamo diventando e chi siamo diventati. Insomma il no è come dire "Eccomi, ci sono anche io", perché dire si, accondiscendere è troppo semplice al fine di farsi accettare, stimare, voler bene. Non a caso l'opposizione tipica del ribelle è sinonimo di grande e forte personalità. Nella mia personale esperienza ho incassato tanti di quei no da poterci erigere muraglie, mentre dall'altra parte continuavo a dire si. I miei si erano goffi tentat…

NON VOGLIO +

Mi sono domandata spesso cosa volessi.  Nella vita e nelle relazioni. Volevo un amore.  Lo volevo travolgente, di quelli che vedi spesso solo nei film. Dove ci si allontana e poi ci si ritrova. Dove si lotta insieme per viversi, contro tutto e tutti. Dove lui è il principe azzurro figo che ti fa penare un po' e poi si innamora, scoprendo di volerti, a tutti i costi. Senza se e senza ma. Mi sono fatta tante volte la domanda:
"Lorena cosa vuoi? "
Puntualmente scartavo tutto il resto, senza sapere davvero cosa fosse tutto il resto, perché miravo solo a ciò che vedevo ovvero ciò che volevo. Poi un bel giorno mi sono resa conto che, a furia di puntare al positivo, mi perdevo tanto più spesso nel negativo. Troppo spesso guardavo più ai pregi ideali che ai difetti reali.  E mi sono accorta che rispondere alla domanda "Cosa vogliamo?" è più semplice che chiedersi cosa non vogliamo. Se ci pensate bene noterete la difficoltà. Provateci. Io l'ho fatto ieri. Pensando …

Io valgo

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Oggi, buona, equa e solidale come legambiente, vorrei salvaguardare il caro cromosoma xy e assolverlo da (quasi) tutte le colpe.
Negli ultimi tempi l'ho un po' massacrato. E se per molti versi di motivi ne ho ben donde, dall'altro sono piena come una zampogna di certi atteggiamenti della controparte femminile, che non agevolano l'incontro di cotante diversità insite in Marte e Venere.  Ma prima vi racconterò una storia. Un tempo una giovane e sprovveduta Lorena si rapportava al mondo maschile con l'impaccio e la goffaggine di un elefante all'interno di una cristalleria. La mia insicurezza mi portava spesso a gestire situazioni come un ansioso deprivato dal suo xanax. la paura dell'abbandono caratterizzava ogni nuovo approccio, così, tra pianti ed ansie continue, mi perdevo il bello e divertente di ogni esperienza. Questo per dirvi che, se sto qui, oggi, un po' a bacchettarvi è perché ci sono passata, ho appreso e, adesso che ho capito, faccio meno past…

La Bipolarità del cromosoma XY

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Mentre sto qui, che dal balcone di casa ascolto un gatto isterico che strilla, mi viene in mente che l'isterismo generale che abita in ogni donna, come in quel quadrupede nasce quasi sicuramente dal dilagante bipolarismo di certi ominidi maschi. 
Ve lo avevo detto che la breve parentesi di romanticismo vissuta qualche tempo fa, una volta interrottasi, mi avrebbe resa peggio di prima. Io ci speravo in una resa, una pace duratura, un'alleanza con voi, produttori di spermatozoi vincenti, e invece, per colpa di uno di voi, o per colpa di innumerevoli di voi,  sto qui a battere sulla tastiera del mio pc tutta la mia incredulità e compassione per i vostri approcci maldestri.
Giusto due giorni fa cercavo di far capire ad uno di voi, che se ci provi con me e io ti offro il benestare alla conoscenza della mia preziosissima persona, tu, poi, non puoi chiedere che io ti presenti tutte le mie amiche, sorella compresa, perché se volevo un poligamo, con cui condividere un harem, me lo scegliev…

La Declinazione Magnetica

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Vi avevo detto sarei tornata. 
Sembrava una promessa e invece si è rivelata una premonizione. Era il 1 marzo e mi era tornata la voglia di scrivere per voi, di me, come sempre.  Mi ero detta sarei tornata a raccontarvi di una me meno disillusa e più romantica, perché innamorata.  Ma poco dopo la vita mi ha dato uno schiaffo e mi ha risvegliato da quel sogno fatto di cuori e illusioni. Così ho dovuto metabolizzare il lutto, elaborarlo ed eccomi qui a parlarvi ancora dei graffi che ti ritrovi sul cuore, dopo l'ennesima delusione.
Allert!
Rileggo. Mi ri-leggo. E immagino voi che leggendomi fin qui avrete avuto voglia di:
a) smettere di leggere e passare ad un blog di cucina, beauty, spensieratezza varia e annessa. b) mettermi una mano virtuale sulla spalla e compatirmi come si fa tra amiche, salvo poi passare comunque al punto a.

Quindi ripartiamo sinteticamente e con più brio: ciao raga! Mi sono lasciata. Ho pianto. Piango ancora, ogni tanto. Sono arrivata alla penultima fase dell&#…

Sono Tornata!

Non mi scuserò per questo anno sabbatico in cui mi sono persa chissa dove.  Non ho avuto voglia di scrivere e le uniche scuse dovrei farle a me stessa. Dovrei scusarmi per aver messo da parte i miei pensieri, per averli censurati, per aver preferito ingoiarli. Ma scrivere è un percorso a volte arduo da intraprendere, quando si parla di scrivere di sè, non certo della lista della spesa o delle cose da fare, che poi io non le scrivo mai, motivo per cui dimentico sempre tutto. Ma come sempre questa è un altra storia. Tornando a noi, s,i mi siete mancati, mi è mancato questo spazio e mi è mancato scrivere.  Perciò mi metto subito all'opera che ho da recuperare parecchio tempo e parecchie storie da raccontarvi. Voi restate connessi.

La sindrome dell'arto fantasma

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Una cosa che mi ha sempre incuriosita è la "sindrome dell'arto fantasma".
Se non sapete cos'è ve lo spiega Wikipedia.
Comunque in parole poverissime si tratta della sensazione anomala di persistenza di un arto dopo la sua amputazione o dopo che questo sia diventato insensibile. Il soggetto affetto da questa patologia ne avverte la posizione, accusa spesso dolore, alle volte ne percepisce il movimento come se questo fosse ancora presente.


Il fatto curioso è sempre uno in queste bizzarre situazioni: la nostra mente.
Spesso sottovalutiamo quanto potente e allo stesso tempo pericolosa possa essere quella scatola grigia sotto corticale.
Così, anche gente "sana" spesso, malgrado la presenza di tutti e 4 gli arti può vivere una sensazione analoga, ma di altro genere fantasmagorico.
Sarà che il gusto dell'horror, del paranormale, dell'insensato ci attrae come poche specie a questo mondo.
Così lasciamo che la nostra mente crei cose inesistenti o si attacchi all…

E se il #Fertilityday diventasse il #fanculoday?

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"...e poi arrivò il principe azzurro a salvarla. E vissero felici e contenti."

Così si concludono, più o meno, tutte le favole.
Così iniziano tutte le nostre aspettative irreali sugli uomini.
Siamo bambine a cui hanno inculcato l'idea malsana che abbiamo bisogno di un uomo che ci salvi dalle nostre insicurezze, dalle nostre giornate no, dai nostri pianti e dai nostri ormoni.
Siamo bambine a cui è stato detto che il lieto fine andava sognato accanto ad un principe che ci portasse in salvo dalle nostre paure, delle insidie dei nostri malumori, dal nostro essere dolcemente complicate.

Siamo bambine, cresciute, e ad oggi dobbiamo fare i conti con principi terrorizzati più di noi.
Loro se ne stanno nascosti dietro lo schermo di un cellulare, che usano malamente, goffi e gonfi di ego e di steroidi, alla ricerca di principesse da portare a cavallo una notte, per poi sparire dietro la paura di impegnarsi, dietro l'incapacità di amare, dietro il terrore di una relazione.
Così…

Pokèmon No

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Ma che ne sapeva Proust, che il tempo perduto era la sua più grande agonia e la ricerca dello stesso una melanconica sofferenza!

Che ne sapeva Leopardi, che oltre la siepe cercava l'infinito e sprofondava dolce nell'immensità dei suoi pensieri.

Cosa ne poteva sapere Dante, che attraversò inferno e purgatorio per ritrovar la retta via e in paradiso "l'amor che move il sole e l'altre stelle".

Chissà che ne sapeva Omero, che "fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza".

Ma, soprattutto, senza farla troppo aulica e perversamente letterata, che ne posso saper io, che i Pokèmon nemmeno li conosco, io che sono di una generazione altra, quella dei cartoni animati deprimenti e incestuosi, degli orfani, delle matrigne, della polverina sintetica che metteva tanta allegria a Pollon e delle magie di Johnny, (chissà quali erano poi). Il cartone più moderno a cui ho prestato visione è stato Sailor moon, che il potere di luna però già l…

Caro Inconscio, io scrivo.

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"L'unico tiranno che accetto è la voce silenziosa dentro di me."


A detta dei sogni fatti stanotte, la mia è una voce parecchio tirannica.
Ho fatto due conti e il mio inconscio, oramai, credo non mi tolleri più. A cadenze mensili prova a ribadirmi, in tutti i modi, che la nostra relazione è arrivata ad un punto di non ritorno e ha ben pensato di stabilire delle regole per tentare di farla funzionare, ancora per un po', insomma, almeno finchè morte non ci separi. Anche perché non credo che il mio sia un inconscio "new age". Lo faccio più tradizionalista di quanto non sembri, perciò, a meno che questa storia delle reincarnazioni non sia vera, ma vera sul serio, la nostra liaison avrà un termine, quello del mio corpo. 

Insomma, sempre lì a dilungarmi in chiacchere! Ma che posso farci. Il mio silenzio stampa è un silenzio apparente. In realtà il mio cervello cammina sempre, anzi, corre sempre e, anche se non vi scrivo qui tutti i giorni, quei torbidi pensieri ch…

6 Tinderman?

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Carissimi!  Eccomi in ginocchio, sui carboni ardenti, a chiedervi pietà e perdono per questa lunghissima assenza. Ho notato che, nel frattempo, qualcuno si è defilato/defollowato credendo che fossi andata via per sempre.  Ho qualche vago sospetto che si tratti di un qualche esemplare di sesso maschile.  Eccola là, direte voi, non fa in tempo a tornare che già spara a zero su quei poveri spermatozoi con l'handicap del genere maschile.  Eh si. Che vi posso dire, qui mai una gioia maschia che mi faccia ricredere su questi luoghi comuni chiamati uomini. Che poi, le perverse pazze siamo noi.  Si, ma si! Siamo noi le materialiste, quelle senza scrupoli, le dominatrici, le oramai aride e senza sentimento. Così dicono. Chi?  Gli uomini ovviamente.  No. Non sono impazzita. Ho solo scaricato Tinder. Vai con le reazioni: -Risate e applausi -Risate e/o applausi -Applausi -Defollow
Non starò qui a giustificarvi questa cosa, nascondendomi dietro un'ipocrita "Ce l'hanno tutti."  E…

Quando scegli quello sbagliato

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Alcuni uomini sono come una scatola di cioccolatini...quando stai a dieta!
Sei tentata, ma consapevole di far danno.
Presa da un attimo di debolezza ti concedi quelle calorie in più. Ma poi scopri che, tra tutti, hai preso quello bello fuori e insulso dentro e, niente, la dieta è andata a puttane per quello sbagliato.
E ti ritrovi con quel gusto strano sul palato misto al cioccolato e al senso di colpa, per quell' eccesso di entusiasmo, per quel desiderio soddisfatto e insoddisfatto che ha messo in standby tutte le belle promesse che ti eri fatta:  "Non cadrò più in tentazione"
"Non lascerò più che siano le emozioni a gestire le mie azioni"
"Farò mente locale degli errori e dei cazzoni passati prima di buttarmi tra le braccia del prossimo bacio perugina"

Ma come si fa?
Quando si tratta di relazioni come si fa a mettere da parte la pancia e dare voce alla testa?
Sono fatta così non ho mai amato i calcoli, i ragionamenti sul giusto o sbagliato. Ho sempre od…

Divagazioni post estate

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L'estate, dopo averci soffocato abbastanza, tanto ce la siamo tirata e "sentita addosso", si prepara a tornarsene nella confort zone che ognuno riserva nella sua mente, lasciandoci tristi e ingrigiti fare spazio al trambusto, allo stress e agli sbalzi termici invernali. In questi mesi trascorsi sono successe diverse cose, più o meno interessanti, ma niente paragonabile alle rivoluzioni concettuali che si sono consumate negli ultimi giorni, riguardo alle dichiarazioni di una povera ragazza di 18 anni( nota bene) appena eletta Miss (nota benissimo) dal q.i. imbarazzante (nota, sottolinea ed evidenzia in giallo).  Insomma, me ne vado in vacanza e le donne mi cambiano, così, sotto il naso, senza avvisare. Dall'utopistica ambizione della pace nel mondo, si catapultano su una Delorean con la folle ambizione di viaggiare indietro nel tempo. Mi bastonerei sulle gengive per non averci pensato prima! Stupida donna che non sono altro!  L'avessero chiesto a me, di scegliere…

I qua-qua-bla-bla-raquà

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Leonardo Sciacia, riferendosi all'intera umanità, distingueva tra ominicchi, mezzi uomini e quaquaraquá.
Io restringerò il campo, ad un solo genere, al solito genere, quello maschile, per dirvi che se ci si fermasse ai mezz'uomini, che sono uomini non ancora consapevoli, quelli che, potrebbero essere uomini veri, solo se si impegnassero di più, saremmo a cavallo, e invece, si scende ancora più in basso.
E più in basso ci sono i quaqua-bla-bla-raquà.
Io li chiamo così, gli uomini pieni di sè. Quelli che vantano se stessi continuamente, che si riempiono di parole senza dar prova nei fatti. Sono quelli che "Ti prendo e ti porto via" e invece scopri essere solo " Ti prendo e ti lascio sulla via".
Sono i vigliacchi, quelli che Mina canzonava attribuendogli solo "parole, parole, parole", perché ai fatti non reggono, ai fatti preferiscono le menzogne, i giri di parole e la loro vanità.
Questi ominicchi ti portano a letto per poi esporti come un trofeo, us…

Lo stai facendo nel modo sbagliato

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Dopo gli ultimi post di invettiva contro uomini pigri, svogliati, disinteressati, egocentrati, mi ero ben decisa a spezzare una lancia in loro favore, cercando di giustificarne l'evoluzione da cacciatore a preda di donne fin troppo procaci, aggressive, mentalmente mascoline e androgine. Insomma, volevo salvare quei quattro esemplari di uomini, ancora superstiti, a fronte di donne troppo disinvolte, ma, ancora una volta, voi uomini mi regalate del materiale che non posso non utilizzare per sottolineare, ancora una volta, che, spiacente per voi, non ci sapete fare. Oggi però non colpevolizzerò il vostro comportamento post coito, di quello credo di averne già spesso delineato il più sano egoismo, né tantomeno mi soffermerò sul vostro mancato spirito d'iniziativa, che ci ha condotte pian piano a prendere noi le redini del "discorso". Anche se su questo ultimo punto potrei dire che la zappa sui piedi ce la siamo tirata da sole, nel momento in cui ci siamo prese tanto di …

Principi moderni

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Vivian: -Tu dimmi, quando succede?


-Quando?


-A chi è andata bene?






Kit: -Mmm... fammi pensare..


-A quella gran culo di Cenerentola!



Chi non ricorda questo famoso scambio di battute tratto dal celeberrimo film Pretty Woman?
Sarete d'accordo con Kit nel pensare che effettivamente Cenerentola abbia avuto un gran culo. Che alla fine lei abbia trovato il suo principe e che lui si sia fatto in 4 per lei.



Beh. In realtà non è che sia andata proprio così.



Vero è che il poveretto invaghitosi della bella Cenerella abbia deciso di cercarla in lungo e largo per il regno, ma è pur vero che non venendo meno a nessun altro maschio che si rispetti, non si sia nemmeno preso la briga di prendere lui scarpetta alla mano e confrontarsi con tutti i piedi del regno.
Se vi ricordate bene, lui compare giusto alla fine, dentro la carrozza, quando tutta la fatica è stata fatta e il matrimonio celebrato.
Ancora una volta è Cenerentola che se la deve vedere con le sue antagoniste racchie, con la sfiga infinita che…

La consapevolezza dell' essere single.

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Diciamolo. Tornare single è un pò come tornare adolescenti. In meno che non si dica ti ritrovi a vivere l'altalena di emozioni bipolari che vivevi ai tempi del liceo. Ti svegli con il mondo in mano e ti butti sul letto, alla sera, con addosso la pesantezza dei sensi di colpa, delle sconfitte e dei fallimenti sentimentali delle ultime 24 ore.


Essere single è bello, continui a ripetertelo e continuano a ripetertelo tutti, e tu te ne stai a poco a poco convincendo, prendendo le distanze da quella relazione conclusa, che adesso vedi con il giusto distacco, dando il corretto nome alle cose che ti hanno portata a questo punto.


E' bella la sensazione di sentirsi di nuovo me, di non dover pensare in due, di trascorrere la giornata senza litigare per qualsiasi cosa. Mi piace non dover dare spiegazioni per una mia mancanza o un mio colpo di testa.


Insomma la libertà è uno dei motivi per cui continuo a restare single.


Ci sarebbero invece altri mille motivi per cui lo status di cui sop…

Basta bastarsi

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Quante volte diciamo basta.

Quante volte lo abbiamo detto.

Diciamo basta a delle situazioni che non ci soddisfano.
Diciamo basta alle persone che non ci rispettano.
Diciamo basta alla pioggia, al caldo, al freddo.
Diciamo basta ai vizi. Basta alle sigarette, all'alcool, ai pensieri ossessivi, a quelli disfunzionali.
Diciamo basta ai genitori che ci vogliono ancora bambini.
Diciamo basta a chi invece ci vuole troppo grandi.
Diciamo basta al rumore sotto casa la notte, e non riusciamo a dormire. Diciamo basta continuamente.


Ma Quante volte a quell'imperativo abbiamo risposto, veramente. Quando a tutti quei basta abbiamo davvero agito di conseguenza.


Non facciamo altro che chiedere che qualcosa smetta di importunare la nostra quiete, i nostri progetti, che smetta di impedirci di vivere la felicità che ci spetta.

Basta è una parola tanto facile da pronunciare ma non quanto farlo sul serio. Perché sbagliamo bersaglio a cui indirizzare il verbo.


Puntare il dito all'esterno e di…

Da oggi faccio a modo mio!

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Avete mai provato ad analizzare un vostro comportamento per rendervi conto, solo a posteriori, che la percezione che avevate dello stesso era completamente sbagliata? Avete mai provato a guardarvi dal di fuori, scoprendo che quello che stavate facendo era davvero l'opposto di ciò che credevate fosse giusto mettere in atto?
La situazione si complica davvero se a fare luce sulla questione, a dar voce alle vostre contraddizioni, non siete voi, ma personaggi esterni a voi, quel prolungamento di voi, che, usualmente, chiamiamo amici.
Ecco.
Chiariamo un punto fondamentale: talvolta questi fatiscenti personaggi si rivelano essere frapposti tra voi e il vostro agire. Insomma, alle volte i nostri amici sembra che giochino a risiko con noi, lanciandoci come pedine impazzite alla conquista di territori che vorremmo conquistare da soli, senza mettere in atto strategie infinite.
Loro vi consigliano, vi ammoniscono, vi trattengono e, poche volte, vi spronano a fare ciò che il vostro istinto url…

Pretendiamo oggi il nostro pane quotidiano.

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Panificio. Ore 21.00. Arrivo trafelata, come sempre, alla fine di una lunghissima giornata. Sono in coda in attesa del mio turno.  Due anziani prima di me rivendicano animatamente e con pignoleria il diritto ad avere la pagnotta "perfetta, croccante, non troppo cotta e che non pesi più di 200gr". Così, mentre sono in attesa di chiedere, svogliata e stanca, i miei soliti 4 panini X, sfusi, mi soffermo a riflettere e giungo alla conclusione che nella vita esistono due tipologie di umani: i rompiballe ed i pazienti.   Insomma c'è chi non é nemmeno consapevole di quanto sia esigente, al limite della rottura di balle, tanto vuole e tanto esige di ottenere, allora mi sono chiesta perché c'è chi, come me, chiede ciò che vuole, cercando di fare il possibile per comprendere la stanchezza di chi sta dietro il bancone e non disturbare. C'è chi morde per avere e chi sorride accontentandosi.

Naturalmente questo tipo di atteggiamento ce lo portiamo dietro in una moltitudine …

Io chi sono?

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-Io sono.  Usiamo il verbo essere tante di quelle volte, da non renderci conto del peso che ha il suo significato.  Affermiamo noi stessi.  Quotidianamente.  Diciamo di essere, e di esserci, inconsapevolmente. -Noi siamo. Ma chi siamo davvero? Piuttosto che affermare te stesso, ti sei mai posto la domanda? -Io chi sono? Io, ad esempio, sono quello che sono, ma non saprei dirti come sono.  Sono come mi vedi e sono quello che non vedi. Sono fragile e sono stata forte.  Sono intelligente e sono una stupida, quando non ho voglia di capire o di far capire, che in realtà ho capito benissimo.  Sono ansiosa e sono odiosa. Sono il teatro delle mie emozioni. Sono cinica, dispettosa e sospettosa. Sono una sognatrice a cui sconvolge la realtà, a tratti incomprensibile.  Mi destabilizza l'abitudine e mi fa paura il cambiamento.  Vivo di contraddizioni.  Amo ciò che vorrei e dovrei odiare e odio ciò che dovrei e vorrei amare.  Mi nutro di ideali, idealizzando quello che svaluterei all'istante, se solo non foss…

È come andare in bicicletta.

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" È come andare in bici ".


Si dice così di una cosa talmente facile da risultare quasi automatica.


Come tornare in pista dopo una lunga storia e lasciarsi andare. Non soltanto ai sentimenti. Quelli li metti da parte i primi momenti, non ci pensi. Come non pensi sia prioritario cambiare le marce durante la pedalata. Pensi solo che devi montare in sella e partire. Cercare almeno di ricordarti come si fa, a tenere l'equilibrio, a frenare senza cadere, a tenere la strada.


E se andare in bici fosse tutt'altro che semplice?


Ne ho avuto la prova.


Ero lì poggiata sul sellino, in bilico sulle punte dei piedi (dovete sapere che quando si è alti meno di 160cm, si sta sulle punte, quasi sempre.)


Dicevo, ero lì, che provavo a darmi lo slancio sul pedale per partire e sentivo solo qualcosa bloccarmi i muscoli delle gambe. Nel frattempo, la coordinazione motoria veniva meno e, insieme a lei , il coraggio di provare. Stavo lì, bloccata e rigida, a chiedermi cosa mi impedisse di avanz…

6 gradi di separazione

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Siamo così, esseri in relazione.





Si dice che esistano 6 gradi di separazione tra noi e gli altri.

Questa ipotesi spiegherebbe il collegamento che esiste all'interno delle nostre conoscenze mediante non più di 5 intermediari. Se ci pensate bene sono talmente pochi che in un modo o nell'altro siamo tutti strettamente connessi e tutti potenzialmente conoscenti o probabili amici.

Le nostre relazioni funzionerebbero con lo stesso meccanismo alla base del social più famoso di tutti i tempi. Ma se da Facebook puoi uscirne, se su Facebook puoi bloccare, rifiutare o occultare un'amicizia o una relazione, nella vita vera questo non ci è concesso. Nella vita vera incontri delle persone, che in un modo o nell'altro lasceranno dei segni. Non esiste tasto che ti permetta di eliminarle, perché i gradi di separazione sembrano stringersi tanto più tu desideri allontanartene. Mettere le distanze non è facile, perché non si tratta di logistica, la distanza dal cuore non la puoi accorciare…

San Valentino e le sue 50 sfumature.

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Amore

Quanti significati si racchiudono in una parola così piccola.

Prendiamo, ad esempio, la parola più lunga del vocabolario italiano: esofagodermatodigiunoplastica.
Ben 29 caratteri per indicare un'operazione di ricostruzione plastica, che si esegue dopo l'asportazione dell'esofago e dello stomaco. Si fa prima a farla, che a pronunciarla. L'amore lo puoi pronunciare 100 volte di seguito e avrai nei fatti sempre lo stesso, complicatissimo, algoritmo, senza uscita, con falle, rimandi, invii, errori, che in confronto gli algoritmi che muovono facebook sono giochi da bambini. L'amore lo senti, lo fai, lo cerchi, lo insegui, lo maledici, ne hai bisogno.   Ma descriverlo? Provare semplicemente a darne una definizione, è impossibile. Perché l'amore ti sfugge, sfugge a qualsiasi dogma, enunciato, regola e certezza. Eppure tutti ne hanno conosciuto i sapori, gli odori, le voglie e le palpitazioni, almeno una volta nella vita.
Il punto però non è chiedersi cos'è …