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martedì 26 novembre 2013

Il Karma. Questo sconosciuto!


Quante volte vi sarà capitato di trovarvi in una situazione tanto assurda da trarre l'unica conclusione probabile a giustificarne il suo accadere. 
Io la chiamo karma. 
Ripetiamo insieme, con calma: 
K-A-R-M-A
Tu? Cosa esser tu? 
Avrebbe detto il brucaliffo, dopo aver aspirato dal suo narghilè, con serafica perplessità.
Ma il karma non avrebbe risposto. Perché, con serafica stronzaggine, con la sola imposizione della sua mano invisibile avrebbe buttato giù il caro brucaliffo dal suo fungo.
Allora ve lo dico io. 
Il karma è...
E' quello stronzo che viene a ricordarti quello che hai fatto servendoti il conto delle tue azioni. Spesso salatissimo! Praticamente, se non fosse che in realtà so per certo che si tratta di un'entità sovraordinata, potrei tranquillamente dire che il karma è tua, mia, nostra madre. E come una madre che si rispetti, ti insegue fin tanto che tu non ti accorga di avere in qualche modo meritato quello che ti è capitato. Perché il karma non è altro che l'insieme di interazioni causa effetto. Per cui ogni tua azione ha una conseguenza direttamente proporzionale all'azione stessa.
Il karma non bada al fomalismo e sopraggiunge anche senza essere interpellato, sorprendendoti quando meno te l'aspetti, subdolo e vendicativo! 
Il karma è quell'invito a quell'evento noiosissimo al quale non puoi proprio rinunciare, pena il depennamento dallo scenario mondano.
Il karma è il finale di stagione della tua serie preferita il venerdì sera. 
Il karma è l'influenza la notte del 31 dicembre.
Il karma è il ciclo che arriva la sera in cui avevi deciso finalmente di dargliela. 
Il karma è lui che ti invita ad uscire quando avevi già deciso di stare a casa e rimandato la ceretta al giorno dopo. 
Il karma è l'incontro con il quel figo che puntavi da tempo, piantonando per settimane i luoghi da lui frequentati, per poi ritrovarvi  al supermercato sotto casa tua, in fila alla cassa, il giorno che avevi deciso di scendere a comprare gli assorbenti, in tuta, mollettone in testa e con in faccia solo la tua faccia.
Il karma è partire per il weekend e dimenticare a casa il carica batteria dell'iPhone. 
Il karma è ricevere una telefonata nell'unico momento in cui le sorti della tua cena sono affidate a quel minuto in più sopra il fornello. 
Il karma è la pioggia che cade all'uscita dal parrucchiere. 
Il karma è la domanda che ti vien fatta all'esame di maturità sull'unico argomento che non hai studiato.
Il karma è trovarsi da Zara e accorgersi di aver dimenticato il portafogli.
Il karma è sbattere la palpebra mentre metti l'eye-liner. 
Il karma è un colpo di vento,  un'incontro improvviso, un momento sbagliato. 
Il karma non aspetta,non fa programmi, il karma non ha pietà. 
Ma, soprattutto, il karma ha un secondo nome: Sfiga!


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