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giovedì 19 aprile 2012

L'incontro con Marcel oltre la siepe!






Oggi camminavo lungo il marciapiede di una strada qualunque verso la macchina e ho pensato a Marcel. E non è un ex spagnolo, un attore, un cantante...è il Proust che tutte e tutti abbiamo conosciuto tra i banchi di scuola. Quello sempre alla ricerca del tempo perduto, quello che si abbuffava di dolcetti burrosi con un grazioso nomignolo francese: le madeleines. Quello che ha scritto il romanzo entrato nel guinness dei primati per i suoi 9.609.000 caratteri, scritti in 3724 pagine, motivo per cui, non l'ho ancora mai letto! Ma insomma, questi son dettagli! 
Dicevo. Ero lì felice come una Pasqua, gongolandomi per il sole alto nel cielo e l'orario di pranzo imminente, impaziente di tornare a casa e lì, eccolo arrivarmi direttamente al naso, un odore improvviso, dolce e stranamente familiare. Così familiare, così vicino, da portarmi indietro nel tempo. Cinque scalini bianchi, un grande albero con i suoi fiori bianchi, le finestre verdi e un vialetto che mi sembrava così lungo da percorrere tanto quanto la distanza che mi separa da quel tempo.
A volte mi chiedo se viviamo solo in questo tempo, a me sembra di vivere contemporaneamente più tempi, uniti insieme dai ricordi, gli stessi evocati da piccole minuzie quotidiane. Una canzone, un'immagine o un odore, per l'appunto!
Dura un attimo quella sensazione che ti scolla dall'immediato presente. E' sensoriale inizialmente, poi pian piano si infonde dappertutto e diventa chimica. E' un impulso che arriva alla memoria, le da uno scossone e come un juke boxe seleziona il ricordo che ti serve per il tuo viaggio nel tempo. Se fossi Harry Potter e avessi provato a smaterializzarmi potrei dire che funziona più o meno allo stesso modo. Ti senti tirare all'altezza ombelico, e non sono coliche, è l'amo del tempo che ti solleva e tu come un pesce prendi una boccata d'aria, l'unico accorgimento è non stare troppo fuori dall'acqua o rischi l'apnea da ricordo!
Posso dire di aver viaggiato anche io nel tempo di tanto in tanto nella vita, proprio come stamane. O come giorni fa passando per le stradine di quel vecchio quartiere. Non l'ho fatto con una Delorean, come Michael J. Fox. A me è servito semplicemente un profumo, quello dei fiori appartenenti a quella siepe: ed ero bambina, su quel marmo bianco, barbie alla mano, la sua piscina piena d'acqua, petali di rose sulle gambe, qualche foglia d'edera e i miei sogni. Porca vacca quanti ne facevo! Sognavo di essere, fare. Inventavo una me stessa ogni giorno. Non che non lo faccia più, ma adesso tra un sogno e l'altro ci sono le tasse universitarie, la sveglia mattutina, la scadenza tesi, il fidanzato, le fragole in balcone che maturano a tempo di mazurka e diversi anni in più. Bello il tempo in cui giocavi, giocavi, mangiavi, dormivi e ...ah! giocavi!
Poi ci sono i salti nel tempo che fai incontrando vecchi personaggi o comparse della tua vita. Ho scoperto che frequentano la mia palestra due vecchie compagne di scuola media. Da entrambe le parti vige la regola silente del "faifintadinientecheèmeglio" o almeno credo sia così, fatto sta che stesso spogliatoio, stessi culi nudi, uno di fronte all'altro e non ci si riconosce! Forse anche il culo invecchia? O forse è la faccia che ti diventa come il culo. Quante volte ho scritto la parola culo? Comunque, non ci si caga proprio e non mi sorprende, d'altronde, cambia lo scenario, cambia l'atto, ma i personaggi son sempre quelli: timida e impacciata io, stronze loro!
Tornando a Proust. Che viaggi si faceva con tè e madelaines eh? Più o meno gli stessi che faccio io tutte le volte che addento una cassatella della mia nonna!
La ricerca del tempo perduto...Dove? Quando? Perchè non me ne sono accorta? Sono ancora in tempo? Tempo! Tempo! C'è sempre tempo dico io! La mia memoria...a volte mi sembra contenga così tanti cassetti e cassettoni e cassettini, tanti quanti ce ne sono nel comò 24 stagioni, sempre della mia nonna. Altre volte ho l'impressione che il tutto si concentri in file di cassettini salvaspazio stile Ikea. Quale sia la percezione dei miei ricordi, tornano ad avvicendarsi a cadenze alternate, sensazione dopo sensazione, in maniera del tutto involontaria.
Mi sorprende ogni volta il loro arrivo: ospiti inattesi! Non fai in tempo a fare ordine che arrivano loro e mettono tutto a soqquadro e guai a dire qualcosa, non sarebbe educato, dopo così tanto tempo, vengono a farti visita e tu che fai. li cacci?? Beh, no, almeno fino al 3 giorno, poi, come il pesce, puzzano! Perchè stagnare sui ricordi non è mai cosa buona e giusta, anzi, molto spesso ti atrofizza. In linea con il nostro caro Marcel è sempre meglio, certi ricordi, ricreali e rinvientarli, dargli forma nuova, solo così quel momento rispolverato può prendere nuova vita. Tornare nella tua vita.
Perciò ho deciso che riprendo quel ricordo e tolta la barbie, i gradini bianchi e l'albero profumato che non ci sono più,vediamo... ricreiamo il momento: una bacinella d'acqua, sali profumati, petali di rose, crema, smalti colorati, ok! Ci sono! Posso giocare ancora...con i piedi!
embhè? Non sarà uguale la magia, ma insomma, se crescendo i gusti cambiano, il divertimento resta! Kiss

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