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giovedì 14 maggio 2015

Io chi sono?


-Io sono. 
Usiamo il verbo essere tante di quelle volte, da non renderci conto del peso che ha il suo significato. 
Affermiamo noi stessi. 
Quotidianamente. 
Diciamo di essere, e di esserci, inconsapevolmente.
-Noi siamo.
Ma chi siamo davvero?
Piuttosto che affermare te stesso, ti sei mai posto la domanda?
-Io chi sono?
Io, ad esempio, sono quello che sono, ma non saprei dirti come sono. 
Sono come mi vedi e sono quello che non vedi.
Sono fragile e sono stata forte. 
Sono intelligente e sono una stupida, quando non ho voglia di capire o di far capire, che in realtà ho capito benissimo. 
Sono ansiosa e sono odiosa.
Sono il teatro delle mie emozioni.
Sono cinica, dispettosa e sospettosa.
Sono una sognatrice a cui sconvolge la realtà, a tratti incomprensibile. 
Mi destabilizza l'abitudine e mi fa paura il cambiamento. 
Vivo di contraddizioni. 
Amo ciò che vorrei e dovrei odiare e odio ciò che dovrei e vorrei amare. 
Mi nutro di ideali, idealizzando quello che svaluterei all'istante, se solo non fossi io. 
-Come sono io? 
Io sono quello che sono.
Sono come il mare, che calmo mostra il suo profilo migliore, quando la trasparenza del fondale rende il tutto un brillio accecante e meraviglioso. 
E sono come il mare, quando si agita e i colori diventano pieni di saturazione, il fondale scompare e resta la schiuma e il movimento, violento, impenetrabile, indomabile. Dove si perde lo sguardo. Perchè ipnotico è il suo tirare indietro e trascinare avanti. 
-Sono così. 
Avanti e indietro, sull'onda delle mie sensazioni, delle mie emozioni. 
Ti dono i miei sorrisi migliori, o quanto meno mi travesto di quelli. 
Ti nascondo le lacrime, che riservo a me stessa, a quella parte peggiore, che torna con me a casa tutte le sere. 
Sono quello che sono.
Mi Vedo e mi frantumo, come un'onda, davanti a ciò che tu guardi e non vedi di me. 
Perché sono quello che sono, ma non quello che tu guardi e non vedi in me.


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