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venerdì 28 febbraio 2014

L'appetito vien mangiando?




"Si dice che l'appetito vien mangiando, in realtà viene a star digiuni". Totò

Allora è quando ti manca qualcosa che il tuo desiderio si accende, no?

Ricordo che quando ero studente mi sembrava di non avere mai tempo. 
Concederti momenti solo tuoi, che non prevedevano l'impiego di libri ed evidenziatori erano davvero rari. 
O, se mi capitava di averne, erano costantemente presi d'assalto da un angosciante senso di colpa. 
Costantemente il pensiero era rivolto a quel momento della vita, collocato in un futuro prossimo, in cui avrei finalmente detto ciao ai libri,  alle incombenze universitarie, ai drammi pre esame, ai "non ho più tempo" o "non ho mai tempo", per ME.
Bene, adesso mi trovo esattamente in quel futuro che adesso è il mio presente. Laureata, abilitata,  ho più tempo a disposizione. E sapete che c'è? Che adesso quella frenesia del "vorrei fare questo e non posso" o "vorrei trovare il tempo per dedicarmi a questo e quello" è svanita. Adesso che avrei tutto il tempo per dedicarmi alle frivolezze e alle scioccherie, ho l'impressione che crogiolarmi nel dolce far nulla sia più gratificante. O forse solo più semplice. 
L'animo umano è davvero complicato. Mettigli lì sul piatto una cosa che hanno sempre desiderato e dopo un iniziale senso di soddisfazione per averla ottenuta, dopo la gratificazione, subentra uno stato di lenta abitudine, noia e infine indifferenza. 
Ci pensate mai al fatto che quello che più di ogni altra cosa ciò che noi desideriamo è il desiderio stesso?
Non sono certo io ad aver stabilito questo assioma. Molti altri prima di me erano giunti a questa conclusione, e non posso che confermarla. Il fatto di ambire a qualcosa ci carica, come gli orsetti rosa Duracell, poi, ottenuta quella cosa tanto sofferta e voluta, ci ritroviamo, come spossati, alla fine di una corsa. Senza più grinta o slancio.
Ma perché il progetto della conquista è più appetibile della conquista stessa? 
Ad esempio, gli uomini. Questi odiosi cari uomini che compaiono così di frequente nei miei deliri qui sul blog.
Conquistatori per eccellenza, cacciatori di prede femminili. Nel desiderare di essere sempre virili, grandiosi, risultano, per eccesso, anche molto ridicoli. 
Le loro debolezze le conosciamo, i loro nuovi volti pure, sappiamo anche che hanno un grande Ego. Quello che forse ancora non ci aspettavamo è il fatto che sono diventati dei gran pigri! Pur desiderandoci, dopo averci quasi conquistate restano lì a tre metri dalla meta, esausti.
Il gioco della conquista, richiede troppa energia, fisica e mentale, così nella maggior parte dei casi, rinunciano a pochi passi dal traguardo. Il ruolo del vanesio, si snoda in un altalenante interesse nei tuoi confronti, e mentre ti tengono sulla corda, mentre tu sei appesa come un salame, loro arretrano di brutto. Nel frattempo cercano conferma al loro ego, ti strapazzano e ti confondono, ti fanno sentire desiderata, ignorata e rifiutata nel corso delle stesse 24 ore. 
Così tu, alla fine, stanca di queste montagne russe, decidi di fare quello che le nostre nonne e mamme mai si sarebbero sognate. E messa su un piatto d'argento, gli consegni quello che credi loro desiderino ardentemente ma che non abbiano il coraggio di chiedere.
Insieme fai un'insalata di dignità e amor proprio e aspetti pazientemente che loro allunghino una mano, per farne piazza pulita. Invece scopri che quell'uomo davanti a te, quello che tu immaginavi vestito di pelliccia, uscire dalla sua caverna per cacciarsi la preda del giorno, quello che la carne la mangia cruda a morsi e con le mani. Adesso quando siede a tavola, mette il tovagliolo sulle gambe, scarta il pasto principale e preferisce l'insalata, a cui aggiunge insieme alla tua dignità e al tuo amor proprio anche una spolverata di smarrimento, sempre tuo, che come un'ebete ti chiedi che cavolo succeda o perché succeda.
Cosa? Succede che gli uomini hanno deciso di cambiare modi, abitudini, stili comportamentali e regime sessuale alimentare.
Non è che tu non gli piaci più, è che una volta che gliel'hai servita in tavola loro scelgono anche di non sceglierla. Il desiderio c'entra, ma la questione è un'altra, si tratta di riaccenderlo, di recuperarlo dagli abissi che cambi generazionali, sovraesposizione e abbondanza di stimoli hanno provocato. Le tavole dei nostri uomini moderni sono troppo imbandite. Così trovano più salutare correggere la loro alimentazione, dargli un freno, mettersi a dieta.
Però, se gli uomini hanno deciso di stare a dieta, allora donne, io dico di alzarci da tavola. Non sia mai che tolta pure l'insalata comincino a sentire i crampi della fame e tornare al vecchio regime alimentare.
Nell'attesa non so voi, ma a me è venuta fame.
  

1 commento:

Camelia Flower ha detto...

io personalmente, per quanto detesti l'ansia pre-esame e roba simile, odio avere troppo tempo libero. Se non mi vedo impegnata in qualcosa o presa da un qualche scopo non mi sento soddisfatta di me stessa. Sono una masochista in questo, io DEVO stressarmi per qualcosa! XD

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