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venerdì 3 ottobre 2014

Tutta colpa delle commedie americane!


Ieri ho espresso un desiderio: vivere come in una commedia americana.
Così avrei gradito svegliarmi, stamane, con almeno una colonna sonora che accompagnasse i momenti clou della mia giornata.
In realtà la mia giornata è trascorsa senza un gran da fare e, visto che i postumi della febbre avuta in questi giorni mi hanno costretta su un letto, in stile moribonda, accompagnata solo dal mio gatto e da una scatola di cleanex, l'unica colonna sonora adattabile sarebbe stata quella de l'Esorcista. Ma va bene così.
Devo convincermi che le commedie americane, soprattutto le commedie romantiche americane, non esistono!
Non è possibile credere che nella realtà esistano storie di uomini e donne alle prese con incontri facili, sentimenti trasparenti, il superamento di barriere sociali, emotive, e temporali, il sesso senza inibizioni e, soprattutto, senza precauzioni (avete mai visto la scena di un amplesso interrompersi e il Lui di turno dire: "Cara un attimo che indosso un condom"?).
Prendiamo ad esempio una commedia romantica come Dirty Dancing. Proprio l'altra sera lo riguardavo per la milionesima volta, chiedendomi, per la milionesima volta, come sia possibile che una donna insignificante come Baby, il cui nome soltanto dovrebbe far pensare, possa far perdere la testa ad uno strafigo e pieno di sé come Johnny. Voi direte, che non c'entra l'aspetto fisico, che sicuramente Baby lo ha conquistato con l'intelligenza, con il suo carattere, con la sua simpatia. Tutto molto bello, tutto molto romantico, tutto molto fantastico!
L'uomo che vedo io in giro ha un'erezione per unghie feline e tacchi a spillo, non trova agghiacciante una spallina trasparente del reggiseno in bella vista, né un reggiseno portato con orgoglio fuori da una maglia super aderente, impazzisce per un outfit di dubbio gusto e se mostri l'intelligenza si chiede di che taglia è.
Purtroppo, le commedie romantiche hanno creato una generazione di donne illuse. L'illusione è che sia possibile vivere, nella vita di tutti i giorni, le stesse dinamiche sognanti, scambiarsi gli stessi sguardi intensi, avere a che fare con le stesse grandi emozioni e con gli stessi protagonisti maschili, che, attenzione, appaiono sempre come degli stronzi, ma che alla fine si rivelano essere gli amanti perfetti.
Pensate a personaggi come Edward in "Pretty Woman", sono uomini su cui non scommetteremmo un centesimo, a cui non daremmo alcuna possibilità, perché egoisti, inaffidabili, impegnati e, soprattutto, freddi come bastoncini Findus. Invece alla fine si rivelano essere cuori caldi al cioccolato, morbidi come un brownie, deliziosi e zuccherini come macarons. E in cima al loro cavallo bianco, con il pennacchio al vento e un mazzo di rose comprato all'angolo di un hollywoodiana Sunset Boulevard scalano la torre della bella e la conquistano per sempre.
La commedia, che più di tutte avrebbe dovuto rivalutare le sorti di noi donne sfigatelle alle prese con uomini indecisi e egocentrici, in realtà viene presa in considerazione soltanto per  la caricatura della sua protagonista. Perciò, Bridget Jones, che avrebbe dovuto salvarci, darci una possibilità  e regalarci una speranza, da nessuno viene ricordata per il suo lieto fine, ma da tutti per le sue mutande "nonna size" e il suo aspetto goffo e ridicolo. Che non sarà certo un caso se, dopo questa interpretazione, la Zellweger abbia avuto non pochi problemi alimentari e vari lifting facciali.
Nemmeno una storia come Harry ti presento Sally ha del vero. Ma figuriamoci se una donna che si ritrovi a simulare un orgasmo in una caffetteria possa raccontarlo senza essere additata come troia ad honorem della suddetta caffetteria.

Il punto è che noi amiamo farci incantare dalle illusioni. Che siano quelle di una commedia americana o della nostra vita, perderci in esse ci piace, anche se poi ce ne lamentiamo.
Così ci troviamo a sognare di vivere come in una commedia americana, sognamo una colonna sonora che faccia da base ai nostri monologhi, alle nostre imprecazioni, ai nostri pianti e alle nostre discussioni. Sogniamo un lui che ci sorprenda sotto casa, con la pioggia, (ma anche sotto il sole, il vento) che ci sorprenda e basta, e che ci dica, non quanto siamo belle, ma quanto siamo interessanti, perché è quello che ci fa davvero emozionare!
Invece ci troviamo di fronte a chi non ha nemmeno voglia di capire chi siamo davvero e chi si nasconde dietro l'aspetto di una goffa Bridget Jones. Nessun miliardario dal cuore tenero, nessun duro insegnate di mambo che ci tolga da quell'angolo in cui storie e delusioni pregresse ci hanno lasciate. Nessun uomo che si innamori di noi e basta, che trovi attraenti prima il nostro sorriso e il nostro cervello e poi il culo. Perché si, è vero, anche il culo vuole essere amato, anche per lui si può perder la testa, ma non può bastare a creare una commedia romantica, un culo non basta a farvi innamorare. E nemmeno un orgasmo.
Perché altrimenti la mia commedia romantica preferita si sarebbe intitolata " 50 volte il primo orgasmo" e sarebbe stato meglio, forse, chè anche qui, ma chi ci crede che, su questo pianeta, esista davvero un uomo, che, conosciuta una donna con quel problema di memoria, tale per cui la poveretta ogni notte resetta ogni ricordo, si impegna ogni nuovo giorno per farla innamorare?
Tirando le somme, possiamo dire di essere state prese per i fondelli, che la cosa ci piace e che continueremo a farlo, perché è bello ritrovarsi sognanti davanti ad uno schermo, quando abbassate le difese del nostro cinismo ci lasciamo trasportare dalla chimera dell'amore romantico. L'importante è esserne consapevoli e alla prossima Meg Ryan svampita tutta riccioli e sorrisi sul grande schermo, focalizziamo l'attenzione sul qui ed ora, chè tutto quel silicone in eccesso è la reazione di una donna che, disillusa dal romanticismo, ha pensato bene di passare all'Horror.







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