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martedì 1 luglio 2014

Farm Cultural Park


Ci sono posti che non ti immagini nemmeno. 
Realtà che superano la fantasia più vivida. 
Contesti che ti spiazzano perché sorprendenti.
Questo è quello che mi è capitato di vivere in una 24 ore nell'entroterra più profondo della mia Sicilia. In un luogo in cui non ero mai stata ma che mi ha sorpreso ed emozionato come solo altri luoghi hanno fatto. E per raggiungere i quali, cari signori, ho dovuto prendere un aereo.
A Favara, invece, ci sono arrivata in macchina, dopo 2 ore e mezza e diverse inversioni di tragitto, perché purtroppo i collegamenti interni nella mia bella regione lasciano a desiderare, ma questa è un'altra storia. Oggi voglio raccontarvene un'altra, quella di un viaggio sensoriale che ha visto coinvolti me e i miei 4 compagni in un'esperienza artistica a 360 gradi. 
Favara si trova in provincia di Agrigento, sito della meravigliosa valle dei templi, dove le radici storiche e artistiche nascono e si mescolano con la contemporaneità di un progetto d'avanguardia. 


Nato nel 2010 dalla mente e dall'investimento coraggioso di un notaio che, ispirandosi a luoghi come il Palais de Tokyo di Parigi, Marrakech, e il mercato di Camden Town, ha riqualificato il cortile Bentivegna, dando vita al primo parco turistico siciliano, eletto dal blog britannico Purple Travel il sesto posto al mondo come meta turistica dell’arte contemporanea preceduta da Firenze, Parigi, Bilbao le isole della Grecia e New York. Oltre che come museo si propone anche come centro culturale e turistico dove vengono allestite mostre pittoriche temporanee e installazioni permanenti di arte contemporanea. Lo scopo principale di questo progetto è quello di recuperare tutto il centro storico di Favara e trasformare il paese nella seconda attrazione turistica della provincia di Agrigento, dopo la valle Valle dei Templi.


Ho amato da subito l'atmosfera di questo luogo innovativo, dal momento in cui, svoltato l'angolo di una anonima via della cittadina di Favara, mi sono imbattuta in murales, piante sospese e istallazioni colorate, il tutto su uno sfondo bianco estremamente moderno. 
Sembra un luogo surreale in cui il tempo sembra fermarsi, in cui i soldi si trasformano in dollari farm, in cui convivono culture, lingue ed espressioni artistiche diverse con il comune denominatore della scoperta e della condivisione.


Non conoscevo questo luogo, non sapevo nulla riguardo questo progetto, ma ne sono stata colpita e stravolta. La cosa che mi ha posto un grande interrogativo è stata l'ignoranza ingiustificata della gente del luogo, gli abitanti di Favara, a cui abbiamo chiesto informazioni per raggiungere la Farm e da cui ci siamo sentiti rispondere silenzi interrogativi e imbarazzanti, accompagnati da facce perplesse. 
L'interrogativo che segue alla poca informazione, al così poco interesse da parte dei media e dei veicoli informativi, verso qualcosa che tenta di dare valore, importanza e innovazione alla nostra bella terra, spero possa essere colmato da quello che il mio iphone ha potuto catturare.
A voi la curiosità di scoprire un posto che merita.




























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