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giovedì 12 febbraio 2015

San Valentino e le sue 50 sfumature.



Amore


Quanti significati si racchiudono in una parola così piccola.


Prendiamo, ad esempio, la parola più lunga del vocabolario italiano: esofagodermatodigiunoplastica.
Ben 29 caratteri per indicare un'operazione di ricostruzione plastica, che si esegue dopo l'asportazione dell'esofago e dello stomaco. Si fa prima a farla, che a pronunciarla.
L'amore lo puoi pronunciare 100 volte di seguito e avrai nei fatti sempre lo stesso, complicatissimo, algoritmo, senza uscita, con falle, rimandi, invii, errori, che in confronto gli algoritmi che muovono facebook sono giochi da bambini.
L'amore lo senti, lo fai, lo cerchi, lo insegui, lo maledici, ne hai bisogno.  
Ma descriverlo? Provare semplicemente a darne una definizione, è impossibile. Perché l'amore ti sfugge, sfugge a qualsiasi dogma, enunciato, regola e certezza.
Eppure tutti ne hanno conosciuto i sapori, gli odori, le voglie e le palpitazioni, almeno una volta nella vita.

Il punto però non è chiedersi cos'è l'amore. Piuttosto perché poi non ci crediamo più.
Forse non è un caso se questa riflessione arriva proprio a ridosso della festa più romantica e, allo stesso tempo, più commerciale dell'anno.  
San Valentino è alle porte ed io me ne sono accorta, prima ancora che dal calendario, come al solito, dalla cartina tornasole più social tra i social. Facebook è un continuo duello, tra post che inneggiano all'amore e post di disprezzo per gli sdolcinati di cui sopra. Da giorni, ormai, i miei contatti si sfidano a colpi di smielose citazioni e invettive acide e pungenti. 
Ma non è questa la cosa insolita. 
Che l'amore lo si ami e lo si odi, che lo si odi, ancor di più perché lo si ami, tremendamente e con disillusione, alle volte, è cosa nota. La nota che qui stona è un'altra. 
Ho scoperto che in occasione di San Valentino esce nelle sale cinematografiche uno dei film più attesi dell'anno: 50 sfumature di grigio. Ora, scusatemi, ma non riesco a seguirne il nesso. 
Credetemi, non è certo per il film in se'. Ve lo dice una che non vede l'ora di vedere sul grande schermo la storia più perversa di tutti i tempi. Il punto qui è un'altro. Siamo di fronte ad una vera evoluzione, ad una rivoluzione dei sentimenti e della visione che, generazioni passate, avevano sul sentimento più antico del mondo. 
Ed è qui che mi è arrivata la grande illuminazione, che segretamente covavo nella mia testa da tempo. 
Qui non cade proprio nulla rispetto all'idea dell'amore. 
Qui si svela, semplicemente, tutto quello su cui, ad oggi, pare essere basata la relazione tra un uomo e una donna. 
Il sesso. 
Si. La solita cinica. 
Come sempre, non vi sbagliate del tutto. Come sempre, non mi sbaglierò, nemmeno io, nel dirvi che, ad oggi, il sentimento più antico del mondo è talmente antico che pare essere sepolto, ormai, sotto infiniti strati di ricordi  sedimentati di quello che un volta era, sentimento, vero, e desiderio. Così, tramutatosi in un fossile, aspetta di essere ritrovato da qualche bravo archeologo, che abbia avuto la voglia e la pazienza di iniziare la sua ardua ricerca.
Il nostro caro amore fossilizzato ha lasciato spazio solo a relazioni usa e getta, alla stregua di un condom, che nella migliore delle ipotesi, avrà servito lo scopo, o la scopata. O tutt'al più a relazioni assopite dall'abitudine e dalla passività dei partners coinvolti. 
Tornando alle 50 sfumature, i due protagonisti, sullo sfondo di una verosimile realtà, danno sfogo ai più sfrenati e perversi giochi erotici mai raccontati. 
Che poi tra i due nasca un'affezione è secondario a tutto quel gioco di lacci, catene e frustini, che primeggia sin dalle prime pagine del romanzo. 
Questa storia ha come protagonista il sesso, crudo e crudele, esagerato e antitetico rispetto a tutto quel romanticismo che invece, superato il trauma della morte idiota dei due sul finale, rimbomba nella mente di chi si sia soffermato, almeno una volta, sui  famosi versi shakespeariani. Lì sì che si amava forte! 
Ci siamo disabituati. E al: "Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo?" Abbiamo sostituito un più ansiogeno: "Romeo, Romeo, perché visualizzi e non rispondi?"
Insomma che l'amore non debba essere solo tragico lo sappiamo e non lo vogliamo, ma al suo essere solo tristemente perverso non ci sto. 
Ok, ok, non ho nulla contro lacci in pelle e nodi da marinaio, ma l'amore lo speriamo e immaginiamo tutti un po'  diverso. 
Legati si, anche su un letto, anche con nastri in raso nero stretti sui polsi, va beeeene. 
Ma perché non poter credere anche al senso figurato di quel legame, al legame profondo e persistente, anche dopo lunghi e multipli orgasmi. 
Perchè solo di respiri, gemiti e lividi sul corpo che ce ne facciamo, se ad accompagnare quelli non ci sono cuori che battono e teste che si pensano.
Quindi, San Valentino arriverà, le sue 50 sfumature pure, per l'amore… 
Beh, sinceramente ci stiamo tutti, ancora, lavorando.








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