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lunedì 19 gennaio 2015

Il Blue Monday e la questione del culo


Oggi è lunedì, e scopro che non è un lunedì qualsiasi, infatti non solo oggi è il giorno più odiato della settimana, ma che proprio la giornata di oggi è stata considerata la più triste dell'anno.
Oggi è il Blue Monday e come se non bastasse, ho appena scoperto che una delle chiavi di ricerca che porta al mio blog è …rullo di tamburi e fragorose risate... "calze reggiculo".
Eeeeeh?
Per carità, mi rendo conto che la ricerca di un indumento miracoloso, che regga i postumi delle feste appena trascorse, sia necessario, ma perché questa ricerca vi riporti alle mie riflessioni ciniche, e a tratti arrabbiate, mi sfugge.
Eppure, mentre ero lì che, avvilita dalla cosa, mi chiedevo se non fosse il caso di iniziare a cambiare l'argomento dei miei post, sostituendo alle mie personali tragedie relazionali, qualcosa che avesse a che fare con le vostre fervide fantasie, ho capito che, in fondo in fondo, il culo c'entra. 
Non è per nulla fuori luogo, anzi.
Dall'anno appena passato, ad esempio, ho capito che avere avuto culo, in molte situazioni, è stata davvero la svolta. Il culo, si, in senso metaforico e non. 
Ho scoperto che l'essersi dedicata quotidianamente all'attività fisica, nell'ultimo anno, ha fatto sì che i miei glutei effettivamente ne traessero giovamento. Così adesso posso permettermi indumenti che prima solo sognavo. Ma parlare del mio culo finirebbe per fuorviarvi del vero argomento di questa strana riflessione di oggi, che non è davvero il culo in sé, o meglio, non quello che tutti voi state immaginando, quello alto, sodo, tondeggiante. No!
Io mi riferisco a tutti quegli accadimenti fortuiti che, in uno strano accavallamento di situazioni, creano l'algoritmo perfetto per la riuscita di una vostra impresa.
Vero è che il culo di per sé aiuta, insomma, avere un bel culo, aiuta tantissimo. Vedi Belen!
Ma avere culo o fortuna, nella vita, aiuta di più.
Non voglio dire che i meriti non c'entrino. Ma il trovarsi al posto giusto, nel momento giusto, con la giusta compagnia, fa la differenza. Certo, se poi non sapete che farvene delle giusta combinazione di fattori, se non sapete come farla fruttare, se non avete la capacità di gestirla, con abilità e intelligenza, avete proprio sbagliato in partenza, e lì non può aiutarvi nulla, se non un bel culo e basta.
Alle volte, però, nemmeno quello, perché, alla fine, il culo passa, e quello che vi resta è l'amara consapevolezza di aver contato solo su quello.
Quello che voglio dire è che spesso ci lanciamo in cose per cui tanto abbiamo sperato, lottato, studiato e per cui molto ci siamo dati, non ricevendo, alla fine di tutto, nemmeno la metà di quello che abbiamo investito. La colpa non è nostra. Alle volte va così. Magari è una questione di tempistica, di concorrenza, di strategia. Alle volte, è solo (non vorrei ripeterlo ancora, ma lo farò), davvero solo, una questione di culo, così, senza accorgervene, tutto sarà andato così come avevate voluto che andasse. E la cosa bella sapete qual è, che non ammetterete mai che, alla fine, il merito è solo e soltanto di quella fortuita serie di eventi che lo hanno reso possibile. Non ammetteremmo mai che noi non c'entriamo, se non per l'essere stati noi il bersaglio di quella mano fortunata.
E' come giocare a carte, affidandosi si all'abilità, ma, più di tutto, alla probabilità che dal mazzo esca una o l'altra carta. E quello, scusate ancora, ma è, ancora, soltanto questione di culo.

Ok. Mi pare di aver citato la parola incriminata il giusto quantitativo di volte per rendere lecito l'utilizzo della parola culo per raggiungere questo blog e leggere le mie divagazioni deliranti sul culo e molto altro. 
Buone cose.







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