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lunedì 19 maggio 2014

We Can Do It! (Sottotitolo: Ridatemi la gonna a ruota!)

Lontana dal blog da un mese. 
Lo so.
Colpevole sono!
Mi credete se vi dico che ultimamene avevo voglia di prendere un po' le distanze. 
Da cosa? Anche da me. Per capire meglio, per riflettere con più lucidità, così da poter vedere meglio ciò che mi circonda e come io mi rapporti ad esso, per potervelo raccontare, su cui poter ironizzare, senza lasciarmi troppo trascinare da quel solito fiume in piena che sono i miei pensieri e le mie emozioni.
Così ho riflettuto, ho ascoltato e osservato e oggi è arrivata l'illuminazione. 
La svolta me l'ha data la festa organizzata dalla mia amica @wonderlover in occasione del suo compleanno e tema #rockabilly.
E' bastato poco per tornare indietro a quelle atmosfere anni 50, (una bomboletta di lacca per tenere una messa in piega in perfetto stile pin up e una serie di passate di rossetto rosso, naturalmente matte!)
Erano gli anni del dopoguerra, delle gonne a ruota, dell'eye-liner, della brillantina sui capelli, dei colori vivaci, di Elvis, del rock'n roll, dei giubbotti di pelle e dei fenicotteri rosa.
Ma soprattutto erano gli anni che più di tutti esaltarono la femminilità delle donne.  
Certo dagli anni 50 ad ora le donne hanno guadagnato diritti, tanti in più di quelli che esercitavano dalla loro cucina giallo limone, su questo non si discute. 
Ma nella loro lunga crociata per i diritti alla libertà, all'essere donne, al di fuori di una gonna a ruota, queste donne hanno perso la capacità di indossarla quella gonna, di vestire la loro femminilità a prescindere da un vestito, un accessorio o imbellettamento.
Gli uomini parlano di noi, ci percepiscono e ci amano anche per la nostra frivolezza, che non significa esser leggere, stupide o facili.
Essere donna significa essere consapevoli di esserlo senza ostentarlo, ma anche e soprattutto senza nasconderlo.
Certamente non è stato facile portare a spasso la nostra leggerezza, la nostra bocca a cuore color vermiglio, camminare dentro un sesso che spesso ci ha deprivato di intelligenza, saper fare e ha nascosto sotto strati di tulle e organza le nostre capacità.
Ma per fortuna le donne, alcune donne, riescono a voler fare, con tenacia, battendosi come uomini nonostante siano in bilico oltre che su un tacco, sul pregiudizio e lo smacco maschile.
Ci sono donne però che in tutti questi anni hanno smesso di lottare, mettendo da parte quello che di più bello è nella nostra natura a favore di una sempre più pressante comparazione con il maschio.
Si sono nascoste, appendendo al chiodo la loro femminilità. 
Vergognandosene e, infine, dimenticandosene.
Sono quelle che ogni tanto la rivendicano urlandola dalla poltrona rossa di un programma come uomini e donne. Quelle che a una gonna a ruota preferiscono i pantaloni perché venga loro riconosciuta credibilità.
Quelle donne che hanno smesso di mettere il mascara, stanche di vederlo andar via dietro alle troppe lacrime versate.
Quelle che la femminilità gli è stata rubata.
Hanno perso il significato dell'esser donne. E anche la voglia!
Alcune sono state costrette a farlo, altre hanno appreso a farlo, altre ancora in questa lunga catena evolutiva hanno adottato questa opzione come difesa,  una sorta di istinto di sopravvivenza.
Fatto sta che queste donne bisogna aiutarle. 
Aiutarle a ricordare che bisogna esercitare il proprio diritto ad essere donne, 
prima,
e, dopo,
qualsiasi altra cosa.
Because We Can do it!







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