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Back to school

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Oggi ho letto tanti status sull'inizio dell'anno scolastico. Lo avete etichettato come un periodo "meraviglioso".  Erano gli anni degli outfit senza logica, delle paturnie d'amore, delle insicurezze, delle interrogazioni, dei cambiamenti ormonali e della dipendenza dai genitori. Gli anni dei compiti, tutti i pomeriggi, delle telefonate interminabili con l'amica sul perché non mi aveva salutata, delle calie per saltare le ore di matematica, degli esami. Erano le medie, poi il liceo. Cambiavamo ad ogni autunno le nostre possibilità, le nostre previsioni per il futuro, i nostri sogni, sempre più ambiziosi e alle volte irreali e irrealizzabili. Erano gli anni in cui la domanda "Cosa sarà di me?" portava un brivido di eccitazione, misto a paura, ma pieno di speranza. Erano gli anni in cui quella domanda la dimenticavi alla prima festa di classe, quando il pensiero più pregnante era -cosa mi metto? o -cosa dico ai miei se lui mi chiede di us...

Una domanda senza risposta, o no?

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Immaginate di trovarvi all'alba dell'esperienza lavorativa, dopo un lungo percorso fatto di esami, università, tirocini, e ancora esami. Pensate, poi, di avere la possibilità di confrontarvi con chi nel vostro stesso ambito lavora da tempo, avendo accumulato un bagaglio di esperienza che voi ancora sognate soltanto, e immaginate che questa persona vi introduca a questa nuova fase della vita con un augurio. Cosa vorreste sentirvi dire? Cosa vorreste che questa persona dica a voi, ancora acerbi e incoscienti in bilico sul parapetto di questa incognita che è il mondo del lavoro? Bene, questa domanda oggi è stata rivolta a me e alle mie colleghe, future e imminenti psicologhe, lasciandoci perplesse e senza risposte. Una domanda che mi ha lasciato in una sorta di trance ipnotica, all'interno di una spirale di altre mille domande, le cui risposte restano per aria. Vero è che attualmente la nostra società ha mostrato una grande apertura verso i temi psicologici, dimostran...

Interlocutori curiosi!

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"Congratulazioni! E adesso? come ci si sente?" Questa è la domanda che mi sento ripetere più spesso da una settimana a questa parte, ovvero dal giorno della mia laurea. E tutte le volte mi sembra di vederla, dal di fuori, la mia faccia inebetita e allo sesso tempo perplessa, tradire la mia mente, che cerca, annaspando, una risposta che non deluda l'interlocutore interessato e che sia all'altezza delle aspettative. Cacchio, Lorena! Ti sei laureata! -  Disse Lorena a se stessa. Eccome, sono alla seconda esperienza, causa riforma  3+2.  Ne vogliamo parlare? Che sia proprio Lei il motivo del mio stupor inesistente? E certo, arrivi correndo, saltando in lungo e in largo tra appelli, esami, lezioni, tirocini, e paturnie varie e quel traguardo è solo una finta, una grande truffa, un bluff! Perché senza i "+2" non te ne fai granché di quel pezzo di carta e anche quel sudatissimo risultato passa in secondo piano, annullato dalla nuova car...